Mister Right

10 Luglio Lug 2012 0846 10 luglio 2012

E perchè no....

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Pizza con salmone e aneto. Aridatece la bufala.



Metti una sera d'estate dopo una giornata lavorativa.
Uno dei ristorantini in cui andiamo a pranzo ogni tanto organizza una degustazione di pizza «metrosexual»: salmone e aneto, erba cipollina e robiola, mela verde e cannella.
Il menu è l'ennesima conferma del fatto che qualcosa, intorno a me, sta cambiando. Mela verde e cannella??? Ma cos'è, una crema per il corpo? Dov'è finita la vecchia, sana, mozzarella di bufala? E il pomodoro? E la crosta alta? Macchè, qui si va via di farina di kamut e di grano saraceno.
La pizza che se la tira, ancora mi mancava. Ad ogni modo.

Un eterogeneo gruppo di colleghi, tra cui la sottoscritta, sente come un dovere morale calarsi nel ruolo di assaggiatore. E complice il caldo atroce, troppe birre da 7.5 gradi, un'attesa tra un piatto e l'altro degna di un matrimonio a Sud...si fa passare il tempo parlando e sparlando, ovviamente, di uomini e donne.

Ancora una volta, dopo tanti ragionamenti sofisticati, anni passati a leggere libri che spaziano da Ragione e Sentimento a Mangia, Prega, Ama, a Va' Dove Ti Porta Il Cuore, mi rendo conto che alla fine, per gli uomini, è tutto molto più semplice. E non ha alcuna importanza se sono del 1956 o sono nati dopo il 1980. Se sono uomini di potere o potenziali grandi giornalisti di domani. Loro ci vedono in maniera molto elementare.
Tutto è metafora calcistica, sportiva, sessuale. Sentite questa: «Le donne che hanno fatto più fatica nella vita, sono quelle che a letto danno il meglio, perchè si sono dovute impegnare». Per un attimo temo di essere sul punto di rivivere una scena come quella delle prove tecniche di resistenza del post precedente.
In realtà è una considerazione seria, che trova tutti i marziani del tavolo assolutamente d'accordo. Più sei un cesso, quindi, più sei passionale. Strano che il tombeur de femmes che ha pronunciato questa perla non abbia aggiunto: «E noi che ce le portiamo a letto, meriteremmo una medaglia». Povera me.

Gli uomini vivono ancora con la convinzione di essere dei San Bernardo che ci salveranno con la loro fiaschetta da una vita altrimenti insulsa e vuota. Che basti un ristorantino chic sul mare a farci capitolare. Che è divertente, se siamo over 35, come me e l'altra rappresentante femminile del tavolo, relegarci immediatamente al ruolo di mamme.
Bhè, sappiate che:
a) sì, a volte abbiamo bisogno di essere salvate. Meno spesso di quanto crediate. Il che non implica che senza di voi non possiamo vivere. O che a quel punto ci avete in pugno. O che ve la daremo.
Quando vi facciamo un grattino sulla testa ringraziandovi, significa che potete togliervi di torno. Non siete più necessari. Potete andare a riempire la fiaschetta per la prossima volta.
E guai se cominciate a fare le vittime e a fare la parte degli uomini oggetto. Non esistono donne mangiauomini. Solo uomini così quaqquaraqquà che....non resta che mangiarseli.
b) piantatela di fare i maître à penser dello stile per mascherare la vostra cronica insicurezza e timidezza (vi abbiamo sgamato da secoli, se non ve ne foste accorti....).
E accettate i consigli di chi ne sa più di voi, invece di fare i permalosi. I tuttologi sono passati di moda.
c) di mamma ce n'è una sola. La vostra. E non siamo noi.
d) siamo sempre a noi a decidere. Chi, dove, quando, come e perchè. Rassegnatevi.

Però. Quel che è giusto è giusto. E quindi, vi racconto come hanno concluso la serata queste due donne del terzo millennio, forti e consapevoli: la prima (io), dopo aver lasciato tutti in attesa del traffico in ingresso che avrebbe dovuto scatenarsi sul cellulare dopo le 23 (vedi post precedente)...alle 23.30 si è messa al telefono....con la mamma. «Sì mamma, ho mangiato. No mamma, non ho bevuto. Sì mamma, mi accompagnano a casa in macchina. Sì mamma, è gente affidabile. Mamma per favore mollami che ho 36 anni».
La seconda, il capo, che già è fortunosamente alta di suo, all'angolo ha abbandonato le zeppe fashion...e ha estratto dalla borsa - sempre con ineguagliabile classe e charme - un paio di pianelle. Noi milanesi non abbiamo capito immediatamente cosa fossero le pianelle (a me è venuta in mente la focaccia, per esempio o in alternativa il paio di pattine che mia nonna mi costringeva ad indossare dopo aver passato la cera). Sono delle ciabattine infradito, in realtà. In tinta con il vestito, naturalmente, perchè lo stile è stile, anche se sei sfatta.
Non avesse fatto così caldo...avremmo meritato di concludere la giornata con divano, pigiama, una tazza di latte caldo e biscotti.
A Mr. Right la porta gliel'apriamo la prossima volta...decidiamo noi, no? ;)

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