Mister Right

13 Luglio Lug 2012 0003 13 luglio 2012

«Buongiorno, bellissima». L'amore ai tempi di Skype

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La nuvoletta di Skype. Rimbalza, ed è come veder scoccare la freccia a Cupido.



Io sono una di quelle che si è arresa di recente all'impossibilità di lavorare e comunicare senza Skype. Forse perchè ho un'idiosincrasia per quelli che chiamano tre volte di fila sul cellulare non capendo che se non hai risposto la prima volta nella migliore delle ipotesi stai facendo altro, nella peggiore è perchè non hai intenzione di parlare con loro. Come non tollero quelli che ti mandano una mail e poi ti chiamano per chiederti: "Scusa, ti ho mandato una mail, l'hai ricevuta?". Figuriamoci se avevo intenzione di beccarmi anche l'ansia da numerino rosso che si accende e da «S» che rimbalza. Che poi, il numero è progressivo. Uno, due, tre...ci sono tre persone che aspettano da te una risposta. No, grazie.
Poi, dal momento che è obiettivamente più comodo in ufficio, che si risparmia, che è una figata videochiamare la tua migliore amica in Thailandia e vedere le sue gemelline...mi sono fatta anche io il mio bell'account e...magicamente sono stata risucchiata nel vortice dell'amore in modalità 2.0.
Già, perchè Skype è diventato un mezzo per costruire, disfare, ipotizzare relazioni sentimentali. E un'occasione meravigliosa per collezionare, ancora una volta, un nutrito campionario di comportamenti maschili degni di nota  (ndr. nota sul registro, si intende. Quella che prima vi sbatte fuori dalla porta e poi vi porta alla sospensione per tre gg).

L'OVER 50. Uomo di potere. Che la sera va a letto contento perchè può dirsi di aver colmato il gap generazionale e di sapere usare non solo il pc, ma anche Skype (dai dai, datevi anche una pacca sulla spalla per aver capito che il baco del millennio non vi avrebbe rovinato il raccolto dell'orto del vostro casale nel Chiantishire. Sì, perchè da quando usate il pc, infilate anglicismi a manciate, ovunque).
Si vanta con gli amici al bar: «Scusate, ora vado perchè ho una conference call con Londra, San Francisco e Buenos Aires. Ed è anche gratis». Si mangia i fusi orari e le distanze in un click. Il problema è che a un certo punto qualcuno deve avergli detto che poteva usarlo anche per baccagliare donne tendenzialmente più giovani di lui, senza esporsi troppo. Lui li ha presi in parola.
Io ne ho un paio tra i miei contatti. Primo segno di riconoscimento: il loro avatar è, in alternativa, una foto di uno sport fighetto che non praticano, bloccati dalla sciatica, una citazione colta perchè metterci di mezzo Shakespeare fa sempre figo, una macchina potente (tendenzialmente una Porsche 911, la prima auto che acquista un uomo in crisi di mezza età). Si palesano su Skype dopo le 10 di sera, quando sono a casa, solitamente con moglie e figli a cui hanno venduto la cazzata che devono controllare un'ultima volta le email. Il problema è che non hanno capito la dinamica.
Prima digitazione: Ciao. E tacciono.
Rispondo, per essere cortese: Ciao.
E lui: come stai?
Io: bene, grazie
Lui: fatto qualcosa di bello oggi?
Io a quel punto generalmente mi addormento. E quando mi riprendo dal sonno, trovo di solito una serie di messaggi ansiogeni:
ah ok, non rispondi più
Eh, del resto mi sa che sto coso non lo so usare
vabè, ascolta, se non mi vuoi rispondere fa niente

Una seconda variante è quella del logorroico che pretende di instaurare conversazioni filosofiche di ore, conquistandoti con il suo sfoggio di cultura. Parte con il primo contatto e poi, mentre tu saresti anche curiosa di sapere come continua, lui si mette a scrivere un papiro. E a te sullo schermo compare la riga di puntini di sospensione per almeno mezz'ora. Anche in questo caso, non resta che dormire.

Infine, il molestatore. Quello che da quando gli hanno bloccato l'accesso all'144 ti butta lì battutone del tipo: «Bella questa cosa di Skype. Ho sempre sognato di fare sesso virtuale. Oh, ma mi spieghi come funziona la webcam? Non ho la webcam??? Ma come....allora poi non posso pubblicare i filmini su Youporn?» (ndr. razza di pirla. Vorrei filmarti IO mentre tu, con la panza e gli acciacchi dell'età, tenti di fare l'amore sventolando sopra la testa tua e della malcapitata un Mac che pesa 2,5 kg domandandoti perchè non riesci a inquadrare tutti e due).
STATO: NON DISPONIBILE.


IL TIMIDO. Insicuri di tutto il mondo, unitevi. Mi stupisce che non sia stato ancora istituito uno Skype-Day. Il fatto di frapporre uno schermo tra sè e l'altro ha salvato dal baratro migliaia di timidoni pronti a sprofondare come il Tenerone del Drive In di fronte alla ragazza per cui hanno una cotta. Anche di questa tipologia, ne ho un paio in portafoglio: la cosa peggiore è che generalmente si tratta di persone per le quali non ci sarà mai trippa per gatti, ma che scrivendo sfoderano ironia, sense of humour, dolcezza. Fosse Meetic, ci si potrebbe anche pensare. Ma sapendo chi c'è dall'altra parte...non resta che il piacere della chiacchiera.
STATO: ASSENTE. O ANCHE NON IN LINEA (MA QUALCHE VOLTA SI).

LO SGAMATO. Ovvero. Quello che ha capito a cosa serve Skype. A flirtare. A mandare messaggi brevissimi, ma incisivi. A far venire un sorriso, un brivido, un'emozione con un semplice emoticon. A farti stare lì domandandoti quando vedrai rimbalzare la S. Che se un giorno non ti scrive chiedi quattro volte al tecnico Edp se ci sono problemi di linea.
Che quando leggi che è lui ad averti scritto, sorridi. Che ti scambi le foto e i link. Che non importa se è giorno o notte, è come essere vicino anche se sei lontanissimo. Che osi un po' di più perchè vale tutto. Che le parole contano più di mille gesti. Che usi le pause prima di schiacciare Invio nello stesso modo in cui di persona abbasseresti gli occhi. Che se continua così...non lo so come finisce.
STATO: DISPONIBILE. DECISAMENTE.

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