Mister Right

18 Luglio Lug 2012 2254 18 luglio 2012

Celo, celo...manca

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Mr. Right. Da montare e smontare, per comporlo come più ci piace.



Oggi parliamo (bene) degli uomini. Già.
Perchè ieri mi è stata fatta una di quelle domande delle quali ero convinta di conoscere perfettamente la risposta. E invece no. Sono rimasta lì a farfugliare, infilando una banalità dietro l'altra. E fatta come sono, una volta da sola, mi sono lasciata masochisticamente crogiolare in quell'arte che pochi possono dire di praticare con la dovuta perizia: la sega mentale. Eppure la domanda era molto semplice: «Ma tu cosa cerchi in un uomo?». Da una che tenta di trovare Mr. Right...ci si sarebbe aspettato un bel sommario costruito secondo la regola del tre (i colleghi mi capiscono....) che chiude anche con una bella frase ad effetto. Macchè. Idee poche, e confuse. Non ci siamo. Se uno non sa dove vuole andare, come diavolo fa a pensare di arrivarci?
Non volendo rendere questo blog eccessivamente Valeria-centrico, ho cercato di dipanare la matassa chiamando a raccolta le amiche che in questi anni hanno condiviso con me i loro ricordi, racconti, segreti. E alla fine sono riuscita a stilare una sorta di elenco delle cose che gli uomini, tanti e tutti diversissimi, hanno fatto per farci sbarellare.
Fate questo gioco con me: come con le figurine, pensate se anche voi avete vissuto situazioni simili (celo, celo). E se anche voi, come tutte, avete pensato per un istante che l'uomo perfetto non era solo nei romanzi. Quindi, il NOSTRO potenziale Mr. Right (ormai è diventata una missione collettiva. Se non lo troviamo, tranquille, trasformiamo il tutto in una class action) ha fatto almeno una delle seguenti cose:

IL BACIO CHE (NON) ASPETTAVO. Ci ha baciato all'improvviso e contro ogni previsione. Che magari l'avevamo guardato da lontano per mesi, pensando che eravamo troppo cesse per poter attirare la sua attenzione. Lui era pure il più bello della compagnia. E ha scelto noi. Nel buio di una discoteca, ci ha preso per la vita, stretto e lasciato senza fiato. Ci ha chiesto un bacio d'addio prima di partire, che è diventata una serie infinita di coccole sui gradini di una chiesa di notte. Si è voltato ed è tornato indietro all'improvviso in un aeroporto, per dirci con un bacio che in qualche modo ci avrebbe portato con lui. Ci ha fatto perdere la cognizione del tempo, in un pub londinese, in una macchina tedesca, su una moto americana. (CELO).

IL REGALO PIÙ GRANDE. Ci ha fatto regali indimenticabili. Che nulla hanno a che vedere con il valore materiale delle cose. Ci ha intitolato una stella, per esempio. Ci ha aspettato fuori dall'ufficio, con una borsa in cui ha infilato biancheria e vestiti spaiati presi dal nostro armadio, dicendo: «Sali, che andiamo a Parigi». Ci ha portato a cena, la sera del nostro compleanno. Poi ha fermato la macchina in riva al lago, ha tolto dal baule due Camogli e due birre e ha brindato ballando con noi mentre la radio trasmetteva «Every breath you take». Ci ha presentato agli amici (già questo ha del miracoloso). E ha anche aggiunto: «È la mia ragazza». (ndr. non avete idea di come ci piace sentirvelo dire ad alta voce). (CELO).

SORPRENDIMI. Ma soprattutto. Mr. Right una donna l'ha saputa, almeno una volta, sorprendere. Ci ha tenuto testa, rimettendoci al nostro posto quando avevamo detto e fatto una cazzata. Anche se aveva molti meno anni di noi. Ci ha fatto sentire donne. Ha notato particolari che credevamo un uomo non avesse la capacità di cogliere (ndr. cose del tipo «ma queste sono le famose scarpe di cui mi hai parlato?». Cioè: vuoi dire che non hai staccato il cervello mentre ti parlavo delle mie scarpe, e te lo ricordi pure? Io ti sposo).
Ha scritto, telefonato, citofonato quando non ce lo saremmo mai aspettate. Ci ha fatto ridere. Ci ha parlato di cose di cui, in un altro contesto, non ci sarebbe fregato nulla. E noi non avremmo mai smesso di ascoltarlo. Ha rivelato inaspettati momenti di umanità e di tenerezza raccontando di quando da piccolo lo prendevano in giro. O di quando, adolescente inquieto, soffriva di attacchi di panico. Si è preso bonariamente gioco di noi e della nostra imbranataggine. Ci ha fatto sentire il brivido lungo la schiena, quello che a volte il nostro marito/fidanzato/compagno aveva dimenticato di tenere vivo. Ci ha trattato male. Ha spezzato ogni nostro proposito ferreo con un sorriso. Ci ha raccontato storie, favole, poesie. È stato capace di mancarci come l'aria. (CELO).

Quindi, tutto chiaro. L'uomo perfetto è imprevedibile, romantico, irresistibile. Facile facile.
Peccato che le cose appena scritte sono patrimonio di almeno venti uomini diversi.
E che Mr. Right, come il Lego, dovremmo comporlo con un pezzo di ciascuno. Possibilmente da smontare e rimontare ogni volta che abbiamo voglia. (MANCA).

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