Mister Right

15 Agosto Ago 2012 1122 15 agosto 2012

FDM

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I pompieri. Che meravigliosa invenzione.



Fire Department Milan. Ovvero. Obiettivo dell'inverno 2012: mettersi un pompiere in casa, che serve sempre. Giusto per completare la collezione di sfighe che ultimamente ha interessato la sottoscritta, ieri, 14 agosto, decido di salutare un collega che parte per le vacanze andando con lui a mangiare da Mc Donald's. (ndr. leggendo le righe che seguono, penserete anche voi come me che sia stato il Karma a farmi questo, per punirmi di aver preso in giro dietologi, salutisti, gente che mi diceva di non mangiare vaccate se no mi sarebbe venuto il culone).

C'è un discreto casino. Ci sediamo al piano di sopra. Sono immersa nelle Chicken Mc Nuggets. Mi suona il cellulare. Prendo la borsa che è appoggiata sulla sedia di fronte e la metto a terra. Tempo due minuti e mi accorgo che me l'hanno rubata. Cazzo. Dentro c'è la mia intera esistenza: chiavi di casa, portafoglio, documenti di ogni genere, libretto di circolazione, chiavi della macchina. Miracolosamente ho lasciato l'Ipod in ufficio e il cellulare ce l'ho in mano. Cerco di restare calma. Chiamo il direttore del Mc, mentre il collega, rivelando la sua natura di Superman che tutte noi abbiamo sempre pensato avesse, si lancia in strada nella speranza di inseguire il marrano e menarlo.
Il mio proverbiale aplomb subisce un primo colpo quando lo zelante direttore mi avvisa che il furto è stato ripreso dalle telecamere. Ma che può dare il filmato solo ai Carabinieri. E ha il coraggio di dire a una donzella dall'aria stravolta: «Scusi, ma è sicura che avesse la borsa? No sa, perchè a volte siamo convinti di certe cose...». (ndr. Si, io sono convinta che tu dovresti stare alla Breda a tirare la lima, invece che a dirigere un posto per famiglie, dove dovremmo essere tutti sicuri e tranquilli). Lui decide a quel punto che il suo compito è finito e si eclissa tra le friggitrici. Chiamo il 112. Chiedo a una pattuglia di intervenire. E il mio aplomb prende la seconda botta: «Signora, adesso lei si calmi, si sieda su un gradino e si faccia dare dell'acqua». Rispondo che sono calmissima. Ma ho bisogno di una pattuglia, che venga e veda il filmato. «Eh, si figuri se veniamo fuori in pattuglia per ogni furto con destrezza». Se c'è una cosa che non sopporto sono quelli che usano i paroloni per far vedere che ne sanno: «Furto con destrezza o meno, ho bisogno di aiuto. Crede di poter fare qualcosa per me?». Mi consiglia di andare al più vicino comando di Polizia. Che naturalmente è chiuso per ferie. Finisco in Questura centrale. Dopo un paio d'ore di mortifera attesa, finalmente mi trovo in presenza del collaborativo Ufficiale che mi chiede, nell'ordine: «Come si scrive Mc Donald's? Siamo sicuri che il tesserino dell'Ordine dei Giornalisti sia un documento di identità? Ma come le viene in mente di tenere i documenti tutti insieme? Ma non lo sa che questo è uno dei furti con destrezza più comuni (ndr. e due)? Scusi, ma lei la patente l'ha appena presa? Sembra così giovane (ndr. eh no, baccagliata anche mentre sto facendo la denuncia, no)». Esco, stravolta e chiamo il fabbro.

E qui mi accorgo che per quanto io mi vanti di essere Mc Gyver e di aver saputo sinora uscire da qualsiasi situazione (compreso un frontale in macchina in Irlanda senza cellulari e nessuno nel raggio di 30 km e il lancio del mio anello di fidanzamento dal balcone, con conseguente scavalcamento di due cancellate nel cuore della notte, con ricerca del brillante con la sola luce del cellulare)...sono una donna. E a questo, a volte, non c'è rimedio.
Il fabbro attacca con: «Mi descriva la sua serratura. C'è la campana sopra? (ndr. eeehhh?) E il cilindretto com'è? (ndr. eeeehhhhhh????) C'è la borchia? (ndr. eeehhhhhhh??????)». La butto sul patetico e attacco a frignare: «Senta, io sono da sola, di serrature non so niente, il fabbro è lei, venga a casa mia e basta, la supplico». Funziona. Si palesa a casa mia alle 18.30. Sembra uno di quelli che appartengono alle Bestie di Satana. I suoi attrezzi lo confermano. Vede la serratura e mi smadonna. Perchè a quanto pare: a) c'è la campana b) c'è la borchia c) il cilindretto è uno dei peggiori da smontare (ndr. avevate dubbi?).
Inizia a lavorare. Alle 21 siamo ancora in altomare. Io nel frattempo, che ho addosso un abitino nero e le Manolo tacco 12, non bevo e mangio dalle due, devo fare pipì, ho caldo...vengo colta dal panico. E a salvarmi arrivano, più o meno in contemporanea, gli sms dei due ragazzi che, in qualche modo, fanno parte della mia vita in questo periodo.
Avete indovinato: il good boy e il bad boy. Il primo sceglie la tattica del farmi ridere e distrarmi. Suggerisce che probabilmente a scipparmi è stato Ronald Mc Donald (del resto, lo diceva già Stephen King che dai pagliacci era meglio guardarsi) e che non potendo raggiungermi, si vestirà come lui per farsi menare e darmi la possibilità di sfogare la mia rabbia. Il secondo, stranamente, rivela un inedito lato tenero e si dice molto preoccupato dalle mie condizioni fisiche. Entrambi però sono meravigliosi mentre attivano la modalità: «Questo lo segnavo anche io». E iniziano con: «Vale cazzo, ma quell'idiota del fabbro cosa fa? Ma insomma, quanto ci vuole a tirare giù una porta? Dai, ma quello è un cazzone, mandalo via» (ndr. e come mai non vedo nessuno di voi due qui, con la VOSTRA cassetta degli attrezzi???? Sapputelli! Mio padre dice sempre che un vero uomo sa usare il trapano e gira con il coltellino svizzero. Io vi adoro a tutti e due, ma come siete messi voi su quel fronte?)
Tra un sms e l'altro, mi muore il cellulare, naturalmente. E diventa la una del mattino. La mia porta non cede neanche a pregarla. Non mi resta che chiamare i pompieri. Arrivano in sette minuti. In sei. Con il camion con la scala. Manca solo la sirena. Mi guardano e mi chiedono se voglio dell'acqua e cosa ci faccio a piedi nudi in mezzo alle schegge di ferro dei cilindretti. «Mettiti subito le scarpe, che ti tagli!». Li amo già. Sfondano la porta che da sul terrazzo. E si calano così, a mani nude, scusandosi perchè mi camminano sul limone. Mi chiedono se mi ricordo di aver lasciato qualche finestra aperta. Rispondo che c'è sempre una tapparella aperta sul terrazzo. «Brava Valeria», mi dicono. Siamo già amici.
A colpi d'ascia, abbattono la porta dall'interno. Io sono fuori, con altri due che lavorano dall'esterno e mi raccontano del loro lavoro, chiedendomi del mio. Il satanista è in un angolo, sconsolato e depresso (in attesa del suo assegno). Finalmente, alle tre del mattino, la porta cede. Sono tentata di chiedere di portarmi dentro in braccio, ma resisto. Finisce con una bevuta collettiva di acqua in cucina e una fornitura di Nutella su fette biscottate. C'è tempo anche per una chiacchiera sul fatto che sono appassionata di Harley, mentre il loro capo guida una giapponese. Mi aspettano da loro tra 5gg per ritirare la relazione di intervento. Porterò dei dolcetti. Il satanista viene liquidato con 300 euro per non aver fatto il lavoro che doveva.
Riaccendo il cellulare. Trovo un paio di messaggi del good boy che giustamente si chiede dove sono finita. Mentre il bad boy, che evidentemente ha preso una botta in testa, informato del fatto che sono finalmente in casa, mi scrive: «Adesso darling dormi tranquilla. Ti do un bacio sulla fronte». Crollo a letto, sognando uomini in divisa che mi rimboccano le coperte. Buon ferragosto.

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