Mister Right

31 Agosto Ago 2012 2358 31 agosto 2012

Caronte

  • ...

Il traghettatore dell'inferno dantesco. Salvatore, inaspettato e meraviglioso, di molte single di ritorno.



Peccato che l'unico traghettatore che la letteratura ci ha regalato sia un personaggio tutto sommato poco carino. Perchè è in notti come questa, dopo una giornata in cui esci dal portone la mattina e ti stringi le braccia intorno perchè fa freddo, così, all'improvviso, in cui hai ancora l'abbronzatura addosso ma ti viene da mettere il maglioncino, in cui pensi per la prima volta da mesi, seriamente, a mangiare lo stinco con le patate...che il traghettatore si rivela fondamentale.

Lui è quello che quando meno ce lo aspettavamo ci ha portato fuori dal baratro del «dopo una botta così, io degli uomini non ne voglio più sapere». Quello che, in modo meraviglioso e inaspettato, ci ha traghettato sull'altra sponda. E siamo riuscite a guardare da lontano la delusione, il dolore, le lacrime, i chili persi, i ricordi. E a sorridere, persino.
C'è stato anche un momento in cui abbiamo tutte pensato che ci eravamo innamorate di nuovo. Di questo uomo così travolgente, istinto puro, con cui ci è venuta voglia di fare tutte le cose che non avevamo fatto sino ad allora. Libere, finalmente, di non sottostare a legami e convenzioni, al «non si fa perchè non sta bene», abbiamo riscoperto il piacere di mangiare la Nutella direttamente dal vasetto alle quattro di mattina, di bere una bottiglia di champagne in due in un'oretta scarsa, di non riuscire a finire la cena perchè impegnati in altro, di imparare tutto da capo, stupendosi del fatto che in fondo, certe cose sono come andare in bicicletta e una volta imparate non si dimenticano.

Poi però ci è diventato chiaro che non si trattava affatto di amore. E abbiamo dovuto imparare che può esistere una relazione senza retropensieri, rassicurante nella sua dose di prevedibilità e incognita insieme. E dopo una ovvia pausa di riflessione, questo strano reciproco «bastarsi» ha ripreso a funzionare esattamente come prima. Qualcuno li chiama «friends with benefits». In questo caso credo sia riduttivo. Lui è una persona alla quale saremo sempre grate. E probabilmente non saprà nemmeno mai di aver rivestito un ruolo così fondamentale nella nostra vita.

Tutto è sempre stato semplice e immediato, con lui. E lo è ancora. E lo sarà, probabilmente, finchè la cosa durerà. Noi e Caronte sappiamo benissimo che modalità, che toni, che parole usare per dire all'altro che abbiamo voglia di passare un po' di tempo insieme. Dopo mesi, all'attrazione fisica si sono aggiunte le chiacchiere, le confidenze, il volersi bene. Ed è come se ogni volta che ne abbiamo bisogno lui fosse lì, pronto a ricordarci che ce la facciamo anche da sole, a coccolare la nostra autostima, a darci modo di non dimenticare che siamo belle, sexy, desiderabili.

Per certi versi, è la relazione perfetta. No commitment, come dicono gli inglesi. Niente coinvolgimento sentimentale, niente cuori spezzati da mettere in conto, niente seghe mentali, niente dubbi su cosa aspettarsi, niente sms da decifrare. Ci sono solo tre parole: «Passo da te?» e un'unica possibile risposta, «Si».
Piove stasera, si gela, abbiamo bisogno di essere scaldate. E lui c'è.
Per fortuna.

Correlati