Mister Right

5 Settembre Set 2012 2156 05 settembre 2012

Run, baby, run

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Run baby run. Ma occhio, magari se torni abbiamo cambiato la serratura.



Poi succede che scrivi un post sugli uomini che hanno paura delle donne.
E i marziani come reagiscono? Sulle barricate. Impettiti. Soldatini permalosetti.
Parte il pippone: «Noi non abbiamo affatto paura. Siete voi ad essere troppo aggressive. Non ci lasciate più condurre il gioco, avete pretese troppo alte, ci fate venire l'ansia».
«E poi non avete ancora capito una cosa. Noi non vogliamo sapere quali sono i vostri sentimenti davvero. Cioè si, lo vogliamo sapere. Cioè, boh, dipende. Però dovete solo farcelo capire. Si, è vero, noi di solito non capiamo nemmeno le cose che succedono sotto il nostro naso...figuriamoci le sottili allusioni. Insomma, dovete farci intendere che siete tutte per noi, mantenere la vostra indipendenza, non accozzarvi ma non guardare nessun altro». Facile no?

Di fronte a cotanto delirio - dopo uno dei miei Martedì Con Il Professore, che mi lascia con una perla: «gli uomini che scappano sono una patologia sociale, ormai» - avevo due scelte. Mettermi a cucinare la fettina, rigorosamente panata, oppure...rispondere all'unica domanda ancora insoluta. Ovvero: ma questi uomini che scappano...dove diavolo vanno?

Quattro ipotesi:

1.DALLA MAMMA
Da quella che SA. Sa come lui mangia la carnina trita - al sangue, stracotta, con la sottiletta ma SOLO quella Kraft perché «la roba del discount a casa nostra no». Sa come vuole che gli venga sbucciata la mela: a fettine small, medium, large. Sa cosa gli sta bene e cosa no. Sa che noi gli compriamo calze e mutande da Calzedonia mentre lei gliele prende alla Cagi, che il cotone è più morbido. Lui è protetto e coccolato. Manca che si senta asciutto ed è una pubblicità dei Pampers.

2. AL CALCETTO
Cinque uomini in pantaloncini. Contro altri cinque. In ridicole casacchine colorate. A rincorrere una palla in uno sfigato campetto di periferia. Per loro, è un modo meraviglioso per a) fare quelli che si tengono in forma. Poi fa niente se prima sono andati a pranzo dal kebabbaro e dopo si fanno tre birre; b) abbandonarsi, in doccia, ai più improbabili e scurrili commenti su donne che al 90% non gliela daranno mai (noi la chiamiamo «modalità e poi ti svegli tutto sudato»; c) raccontare, l'indomani, epiche avventure e rocambolesche rovesciate, accompagnate da corse lungo il campo che neanche Holly e Benji. 

3. ALL'ASTA DEL FANTACALCIO
Ora. Io credevo che il fantacalcio fosse una versione maschile del Gira La Moda. Un gioco da tavolo che tutte noi abbiamo abbandonato entro i nove anni di età, in cui potevamo divertirci a immaginare di diventare stiliste e disegnare modelli di abiti. Poi a noi è diventato chiaro che la maggior parte non sarebbe diventata Miuccia Prada, ma nemmeno Rachel Zoe. E siamo cresciute. Noi.
Loro no. Loro, a 25 anni o a 35, sono lì che si alzano da tavola, mentre sono a cena con una ventina di amici, dicendo, come se fosse normale: «Oh, raga, scusate. Vado che ho l'asta del fantacalcio». Chiedo lumi. Mi guardano strano. «Vale, ma dove vivi? Il fantacalcio è una religione. Il fantacalcio è sacro. La settimana che precede l'asta del fantacalcio è stressantissima, un susseguirsi di ricerche, calcoli, strategie di mercato e strategie di tensione nei confronti degli altri presidenti, sondaggi, minus e plusvalenze e una minuziosa preparazione del momento tanto atteso. Adesso che ci siamo, è un momento topico» (ndr. ricordatevi che se volete, io il numero di uno bravo da darvi ce l'ho, basta chiedere).
Quindi: non vi è ancora chiaro che non diventerete mai Mourinho, cullate il sogno di saperne voi più degli allenatori veri, vi consolate dando vita ad una squadra che esiste solo nella vostra fantasia. Non male. E PAGATE anche dei bei soldi, per farlo. Almeno, il Gira La Moda, lo portava Babbo Natale.

4. DALL'AMANTE
Che solitamente è bruttina, ma porca. Apparecchia per loro una serie di situazioni che, ha letto su Cosmopolitan, servono a tenerlo legato, a non annoiarlo, a fare in modo, insomma, che prima o poi gli passi la voglia di tornare da noi, cornute e contente. Poverine. Convinte che come in quotidiano bunga bunga basti fare la gattina, la maialina, la cagnolina (ndr. E il pulcino Pio non ce lo vogliamo mettere?) per far dimenticare a quest'uomo le preoccupazioni della vita quotidiana. Che dopo centinaia di euro spesi ogni mese in biancheria intima, bottiglie di champagne, fragole, cioccolato gran cru al 99%, ristoranti, alberghi, motel...lui non scapperà. Da loro. E da se stesso. Le bruttine addormentate nel bosco (ndr. anche per loro vale la regola del «e poi ti svegli tutta sudata»).
Allora, miei cari cornificatori seriali. State per leggere qualcosa che potrà suonarvi come il quarto segreto di Fatima: è un film già visto, questo. Il primo mese lei è sempre in ordine, perfetta, profumata, depilata, fresca come una rosa. Forse anche il secondo. Persino il terzo, se proprio è una professionista del mestiere. Poi, statene certi, una sera le passerete una mano sulle gambe e sentirete punzecchiare. La spoglierete e vedrete che ha addosso delle belle Cotonella bianche, perchè a furia di mettere perizomi chiodati, ha perso la sensibilità della zona in mezzo alle natiche. Penserete che vi aspetti una bella cena e invece lei avrà comprato il pollo arrosto con le patate in rosticceria. Che scaldato nel microonde si secca e se qualcuno ve ne tira un pezzo addosso vi fate anche male. E vi farà IL discorso: «Voglio di più. Non capisco dove stiamo andando. Ho bisogno di conferme».
Io, come le lettrici di Mr. Right, sappiamo benissimo che cosa penserete di fare, a quel punto. Di tornare da noi. Perchè noi, improvvisamente, diventiamo la vostra migliore amica, quella «che anche se rutto a tavola non mi dice niente», quella che «mi posso mettere il pigiama blu con fantasia cachemire che mi ha regalato la bisnonna a Natale e non mi prende in giro, altro che quella con cui mi tocca dormire nudo e poi prendo il raffreddore e oddio non guarirò mai», quella che «anche se la tratto male poi so come farmi perdonare», quella che «io non lo so se è ancora amore, forse no visto che l'ho tradita, o forse si, questa è la natura di noi uomini, e con lei mi sento a casa e in fondo, posso essere me stesso».
Tutto vero. Ma prima di imboccare la via che vi riporta a noi...date un occhio in giro.
Forse, hanno cambiato i sensi unici.

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