Mister Right

9 Ottobre Ott 2012 2258 09 ottobre 2012

Addii

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Stephen e Leanor. Di nuovo insieme, finalmente.



Stasera, tornando da un viaggio, ho trovato una lettera nella casella della posta.
Mi è bastato vedere da dove arrivava, per immaginarne il contenuto. Hampshire, Inghilterra. Ci ho vissuto per un anno, nel 1998, quando ho fatto l'Erasmus. E lì ho conosciuto una persona speciale.
Cercavo un lavoretto da fare dopo le lezioni in Università. Il mio professore di portoghese mi disse che c'era un anziano signore, un po' sordo, che aveva il desiderio di imparare l'italiano. E in fondo, di avere un po' di compagnia nel pomeriggio, da una persona che parlasse la lingua che amava di più.

La prima volta che ho incontrato Mr. Mitchell (ndr. ci è voluto quasi un anno perchè mi permettesse di chiamarlo Stephen. E mi ha precisato che il suo nome completo era Stephen T.E. Mitchell. Ma cosa significassero quelle due iniziali, non l'ho mai saputo) mi è sembrato di entrare nella casetta di marzapane delle favole. Era la classica villetta inglese, su due piani, con le rose in giardino e una piccola bow window con un tavolino su cui prendere il thè. Mi ha raccontato che era appena rimasto vedovo. E in un italiano che è diventato sempre più fluido, per due pomeriggi alla settimana abbiamo parlato di Leanore, questa donna meravigliosa di cui mi diceva di sentire la mancanza ogni giorno.
Poi, per far passare la malinconia, mi preparava una tazza di Twinings con un goccio di latte (ndr. Io odio il latte. Ma quando ho provato a dirglielo, mi ha risposto che solo gli irlandesi bevono il the senza latte. E io, che già ero irlandese dentro, ho cercato di ribattere, senza successo) e leggevamo qualche pagina del Corriere della Sera.

In quell'anno ho imparato da Stephen che può esistere un amore assoluto. E mi ricordo di aver pensato che io non sarei mai stata all'altezza di un amore così.
Ho capito ascoltando il racconto del suo rapporto con questa timida ragazza dell'Essex cosa significa scegliere, ogni singolo minuto della tua esistenza, di avere accanto qualcuno. Qualcuno che inevitabilmente è diverso da te, che ti fa innervosire, che a volte non riconosci, che ha dei lati oscuri. E amarla, comunque.
L'aveva corteggiata a lungo, dopo averla incontrata a un ballo. Lei, fiera e caparbia, aveva sostenuto per un paio di mesi la parte di quella che non era interessata, per poi confessargli che lui l'aveva colpita sin dall'inizio, per quel suo modo discreto ma deciso di farle capire che era la donna giusta.
«Però mi diceva sempre che ballavo malissimo, quella sera. E lo ha fatto sapere a tutti gli amici», mi raccontava. Le donne...che un difetto te lo devono trovare per forza...perchè se sei troppo perfetto le spaventi. “E cos’è che non ti ha fatto perdere la speranza?” «Li occhi, li occhi Valeria. Guarda li occhi per sapere cosa pensa il cuore», mi diceva. La «gli» proprio non gli riusciva di pronunciarla.
E mi raccontava delle liti con Leanore ogni volta che lui andava a pesca e se ne tornava a casa tutto impuzzolito, bagnando la moquette. Mi ha confessato che a volte faceva apposta ad appoggiare il secchio con i pesci in cucina, perchè l'arrabbiarsi di Leanore era il segno del suo interesse per lui.
Lui fumava la pipa, lei spruzzava un deodorante per ambienti che gli dava il mal di testa per coprire l’odore. A lui piaceva a leggere a letto, lei lo supplicava di lasciarla dormire.

Il giorno e la notte. Già. Eppure. Eppure Stephen e Leanore avevano capito cosa significa conoscersi e scegliersi, ogni mattina. Perdonare gli sbagli. Capire le debolezze. Non hanno avuto paura di scoprire un lato inedito dell’altro, sino all’ultimo giorno che hanno passato insieme. Di mostrarsi pieni di paure e indifesi, forti e orgogliosi, bisognosi e leader in un continuo gioco di ruoli che ha come fine ultimo l’equilibrio e il rinnovarsi di una promessa implicita. «Io ti voglio, ieri, oggi, domani».

La lettera l’ho lasciata lì per un po’. Poi l’ho aperta. Mi scrive la sorella di Stephen, per dirmi che il mio nome era su una lista di persone che lui aveva chiesto di informare, al momento opportuno.
Se n’è andato il 25 settembre, era malato da tempo. E la sua scomparsa arriva in una fase della mia vita in cui il fatto che non ho imparato l’amore assoluto che mi aveva insegnato si è manifestato in modo dirompente. Forse non è un caso.
Buon viaggio, Stephen. In cielo ti aspetta Leanore. Non aver paura di non riconoscerla, anche se è passato molto tempo. Guardale “li occhi”. E saprai che è lei.

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