Mister Right

28 Ottobre Ott 2012 1303 28 ottobre 2012

In ginocchio da te

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Sesso orale. Un altro mito della sottomissione maschile. Da sfatare.



No, non è una botta di romanticismo da domenica mattina.
Non ha niente a che vedere con Morandi o con la classica mossa del Principe Azzurro (chi?) che si inginocchia e ci chiede in sposa.

Diciamo che il titolo alternativo di questo post avrebbe potuto essere «Fenomenologia del pompino». Scriverlo è diventato un'esigenza, alla luce di avvenimenti recenti.

Su Lettera43.it compare un pezzo dal titolo «Sesso, la fellatio fa scuola». In cui si racconta, con dovizia di particolari, che a Mosca ha aperto una scuola dedicata alla teoria e alla pratica dell'arte amatoria che a quanto pare manda gli uomini fuori di testa più di un gol al 90esimo.
Al momento in cui scrivo il post: 105 like su Facebook, 20 tweet e 10 condivisioni su GooglePlus. Ma se vi raccontassi quanti mi hanno confessato di aver voglia di postarlo sulla propria pagina, ma di non avere il coraggio di farlo.... (ndr. della serie: «adoro farmelo succhiare, ma non si dice». Assumetevi almeno la paternità, se non delle vostre azioni, dei vostri pensieri....)

Cito testualmente: «A disposizione delle allieve, oltre alle lezioni teoriche, banane a volontà e decine di oggetti a forma fallica, da impugnare e poi imboccare per le simulazioni».
Si, lo so, ragazze, che vi state ribaltando sulla sedia dal ridere. E che la banana come rimando al pompino è una cosa che forse eccita solo i porno attori tedeschi (ndr. sono certa che sapete di cosa parlo: quelli magri e pelosi, con baffi e denti gialli. E membri di dimensioni non rilevanti. Fatevi un giro su Youporn nella categoria German, se volete rinfrescarvi la memoria).
Marziani, vi svelo un segreto: la banana è un frutto ipercalorico, che mangiamo volentieri solo quando soffriamo di mal di pancia (ndr. E non vado oltre). Quindi, piantatela pure di riempirvi il frigo di Chiquita, nella speranza che a fine pasto noi si cominci a gironzolare intorno al simbolo fallico (?) (ndr. si, è duro e ricurvo, ma non basta....) con fare ammiccante. Peraltro, la banana impasta la bocca. E quindi, come dire, non riesco a immaginare frutto meno adatto ad un'eventuale pratica a seguire.

Il pezzo evidenzia anche quali sono le «manovre» più apprezzate dal genere maschile.
E qui scopro una cosa curiosa: la pratica di «rendere la lingua molle, densa e bene arrotondata in modo da poter abbracciare il pene con larghe pennellate, avviluppandolo e accarezzandolo», amatissima, è stata chiamata Shirley Temple. Non Gola Profonda o Linda Lovelace. Shirley Temple. Come la boccolosa attrice bambina degli Anni '30.
Ora io mi chiedo: ma immaginare, mentre una donna si sta prendendo cura di «lui», di avere davanti una petulante ragnetta che canta con quella voce che la investireste volentieri con la macchina...non ve lo fa ammosciare all'istante?
E poi cos'è, una pseudo tendenza pedofila? O il desiderio recondito di ognuno di voi marziani di avere a che fare, sempre e comunque, con una vergine? Mah.
Peraltro, faccio outing. Se incontro un uomo che mi chiede: «Mi fai uno Shirley Temple?» il massimo della creatività a cui posso arrivare è quell'orrendo cocktail analcolico a base di ginger ale e granatina (ndr. poi ci mangiamo un bel gelato al gusto Puffo e siamo a posto).

Ma resta una domanda. A cosa serve tutto questo sventolar di lingua? Il pezzo lo svela.
«La scuola permette di migliorare e consolidare prestazioni sempre più indispensabili, per trovare velocemente - e soprattutto tenersi stretto - un bel fidanzato». Ah ecco.
Del resto, non sarà mica casuale che la scuola sia stata chiamata Geisha School? Ovvero, che alla parola Geisha sia stata data l'ennesima accezione distorta?
Siete sole? Alla ricerca dell'amore della vostra vita? Vuol dire che non vi siete inginocchiate abbastanza. Era così semplice, sotto i vostri occhi e non ve ne siete mai accorte (ndr. oddio, forse davanti ai vostri occhi, vista la posizione, ma comunque).
Eppure, Monica Lewinsky l'aveva capito (ndr. del resto, come avrebbe potuto quel cesso oversize farsela con il Presidente degli Stati Uniti, se non gattonando sotto la scrivania? Che poi, quella è la stessa scrivania da cui sorrideva il piccolo John John Kennedy in una foto degli anni '60. Un po' di rispetto....).
Come lo aveva capito Fiona Swarovksy, immortalata dai paparazzi tra le gambe del ministro Grasser, che di fronte alle reazioni scandalizzate dei benpensanti aveva archiviato la pratica come «un semplice atto d'amore».

Ed ecco il punto. Per noi donne il pompino è un atto d'amore. Per i marziani, è l'espressione più alta della sottomissione. Un modo, forse l'unico rimasto, per sentirsi ancora i re del mondo. Per dire a voi stessi: «Adesso si fa quello che dico io». Come se fosse qualcosa che non ci piace, al quale ci abbandoniamo controvoglia per compiacervi.
Peccato che non sia affatto così. Anche in questo campo, mi spiace sfatare un altro dei vostri miti fondanti...decidiamo noi. Che pratichiamo la fellatio selettiva. Solo a chi se la merita.
Dopo le 50 Sfumature, (ndr. avete riflettuto sul fatto che la protagonista, Ana - e sul nome potremmo scriverci un post - è una vergine che grazie alla sapiente ars amatoria di Grey diventa multiorgasmica al primo rapporto sessuale? A proposito di vero e verosimile...) sul piacere che le donne provano nel farsi sottomettere si è scritto e detto di tutto.
I benpensanti hanno scoperto con orrore che noi venusiane vogliamo dire la nostra anche quando ci tirate i capelli e ci invitate, con più o meno gentilezza, ad accomodarci lì sotto.
E non c'è alcun bisogno di andare a scuola.
Se nel nostro cervello scatta il «ti voglio in senso assoluto e completamente» state tranquilli che siamo capaci di farvelo percepire molto chiaramente.
In ginocchio da te? Volentieri. Ma a testa alta.

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