Mister Right

3 Gennaio Gen 2013 2254 03 gennaio 2013

Benvenuti al (Centro) Sud

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«Oh, tre mesi qui e ci sposiamo. Altro che Milano». Trascrizione letterale della considerazione fatta ad alta voce dalla sottoscritta e dalla sua amica, qualche settimana fa, durante un weekend a Roma.
Tre giorni in cui abbiamo camminato per strada e non abbiamo fatto altro che vederci piantare gli occhi addosso da uomini di diversa età e attitudine, ma che esprimevamo un messaggio ben chiaro: «Sei donna, sei giovane e carina, io sono un uomo. Ergo: ti guardo. Si, ti guardo proprio con quello sguardo li da seduttore. E non me ne vergogno per niente».
Tre giorni in cui, di giorno e di sera, da sole al ristorante, è stato tutto un «Non alzare gli occhi dalla cacio e pepe che c'è uno al tavolo dietro che ci guarda». In cui spesso abbiamo contravvenuto alla regola che non si parla con la bocca piena per non mollare le puntarelle con alici e contemporaneamente intrattenere una conversazione con i nostri vicini di tavolo che avevano attaccato bottone con la più classica delle tattiche: «'Aò, ma che 'ce fanno du bbbbelle ragazze come voi da sole a magnnà?» sentendosi dare come risposta un sonoro: «Magnamo», tanto per chiarire che PRIMA viene la amatriciana. POI, casomai, arriva un uomo. La vita è una questione di priorità.

MISTICHE DOMANDE. E allora abbiamo cominciato a chiederci: «Ma gli uomini, in Italia, sono tutti uguali?» e a seguire: «Siamo sfigate noi (ndr. come gli eventi recenti hanno ampiamente dato modo di credere) che incontriamo solo fighette che stanno sulle loro....o al Nord c'è un baco nel sistema?».
#sapevatelo: non è affatto vero che l'Italia è una. Unica e indivisibile. E guardate che non c'entrano niente la Padania e il campanilismo de 'noaltri. Ma il BelPaese, in fatto di uomini, presenta considerevoli differenze. Geografiche.
Ovvero. Se sei nata al Nord, tendenzialmente, povera te. Perchè sarà il freddo, sarà il retaggio asburgico, fattostà che pensare di iniziare a flirtare con qualcuno è veramente complicato.
Scena tipica: locale notturno. Ragazzo carino appoggiato al bancone. Sguardi. Sguardi. Sguardi. Sguardi. (Vi state addormentando? Vi capisco. Io pure, spesso, mi addormento sul divanetto, in attesa che quello, dagli sguardi passi almeno a un tentativo di chiacchiera. Ma non succede praticamente mai). Il milanese medio pensa: «Sono così figo che tu, bambina, dovresti ciucciarti i gomiti solo per aver goduto del privilegio di un mio occhio». (ndr: chiariamo un punto. Solo al LIGA è concesso l'appellativo «bambina» in Sarà un bel souvenir. O a Humprey Bogart in Casablanca. E tu, bauscia sfigato, non sei nessuno dei due). L'unica strada è fare noi la prima mossa. Per poi sentirci dire che siamo delle zoccole spregiudicate e in fondo ce lo siamo meritate di essere state trattate come gente da una botta e via. (ndr. si, è un mondo difficile).
Altra scena: approccio laurà/danèè. Un'ora di pallosissimo monologo su IO faccio questo, IO mi occupo di questo, IO conosco questo e quell'altro. Quando in una conversazione ci sono troppi IO a senso unico...imboccate la strada contromano e andatevene.
E puntate a Sud.

SCALDACUORE. Cammina cammina...potreste ritrovarvi in un'altra dimensione.  Ricordate Caterpillar (rinfrescatevi la memoria qui). Dritto al punto. Mi piaci, voglio uscire con te. Punto. Era romano, mica della circonvallazione interna. E la milanese? Via, sulle barricate a fare (inutilmente) resistenza.
Sempre lui, qualche tempo dopo. Zorro con la spada pronto a difendermi (rivivete l'avventura del sabato pomeriggio qui). Il bauscia di turno sarebbe riuscito, magicamente, a dare la colpa a noi donne, con una cosa del tipo: «Si, ma pure tu...stai attenta a dove vai!».
L'amore è una cosa semplice. Lo dice anche Tiziano Ferro. Che mica per niente...è di Latina ;)

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