Mister Right

25 Giugno Giu 2013 0000 25 giugno 2013

Il cambio degli armadi

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Liberare l'armadio dalle sue cose. E fare spazio per le nostre.



Com'è che diceva Anna Karenina? «Tutte le famiglie felici si somigliano. Ognuna invece è infelice a modo suo». Già.
Ma forse non aveva del tutto ragione. Rivisitando l'incipit potremmo dire che in fondo, grazie a Dio, gli uomini sono tutti allo stesso modo, banali e prevedibili. E di conseguenza c'è un certo sollievo nel vedere che siamo tutte sorelle, vicine e lontane, nel gestire gentaglia che rompe, non paga e pretende pure di lasciare i cocci.

Oggi ho sentito raccontare una storia. Riguardava l'amica di un amico. E mi ci sono rivista fortemente. È una storia che parla di armadi. Dicono che quando un matrimonio finisce, è come se si dovesse elaborare un lutto. E che parte di questa elaborazione è la gestione delle cose, degli «effetti personali» che chi se ne va ha lasciato dietro di sè. Certo. Peccato non sia così semplice. E intendo dal punto di vista pratico.
Specie se, come nel caso della protagonista della storia...o nel mio...quello che se ne va scambia la sua ex (e sottolineo EX) casa per un CasaForte, un EasyBox, uno di quei fantastici magazzini ultramoderni che di solito vedete lungo la Tangenziale.
Ovvero: con la scusa di «guarda, ho bisogno di tempo, non sono sicuro, ci devo pensare, torno da mamma e poi vedo» - (ndr. non credeteci, sono tutte cazzate. Se un uomo, che essendo maschio non brilla certo per intraprendenza sentimentale, arriva ad andarsene di casa a)ha già un nuovo letto in cui infilarsi e non è quello di sua madre b) non tornerà mai più)  - lascia tutto appeso, piegato, impilato in qualche metro di armadio.

Ed è a quel punto che, solitamente, tutte noi attraversiamo tre fasi:

1. MANCA SOLO IL LUMINO. Come si celebra un morto, manca solo di accendere un lumino ai piedi delle sacre ante. Si passano i primi due o tre mesi a dirsi «Bhè, ha lasciato qui tutto, tornerà. Se no, perchè se ne sarebbe andato con una borsa da palestra?». Si sfiora il ridicolo pensando in chiave meteorologica: «Se n'è andato a luglio, prima o poi gli serviranno le cose per l'inverno e tornerà a prenderle. A quel punto dovrà venire qui, mi rivedrà e metteremo le cose a posto». Sappiate che a quel punto avrete davanti l'estate più lunga che abbiate mai vissuto. L'inverno non arriverà. Fidatevi: nel 2011 ha cominciato a fare freddo a fine novembre. Il punto più basso è quello in cui annusate, tipo il gatto quando vede qualcuno di nuovo, le sue cose. Perchè vi manca il suo odore. Io mi sono accorta dopo un paio di mesi che dormivo da sola, che sotto il cuscino c'era la maglietta con cui dormiva il giorno in cui se n'è andato. Il suo odore era quasi scomparso. In compenso, c'era la maglia. Con lo stemma di Superman. (ndr. si, avrei dovuto capire).

2. THE BOYFRIEND LOOK. Superati i primi mesi, quando al di là del rincoglionimento in cui vi ha gettato la consapevolezza che adesso siete sole sentite una vocina che vi dice «Vabè, ma di tutta sta roba cosa vogliamo farne?», potete fare due cose. La prima è, chiaramente, la più stupida. E indovinate? È quella che ho fatto io. Ovvero, ho chiesto a lui di venire a sbaraccare. Non fatelo. Vi sentireste rispondere che non sa dove mettere le sue cose, perchè non ha ancora capito cosa deve fare della sua vita (si vabbè. Intanto, nel dubbio, vi ha probabilmente raccontato che vuole tornare a fare la vita da single, che vive con amici, che è tornato a stare con suo fratello/cugino/vicino di casa, noto puttaniere).
O, nella peggiore delle ipotesi, se siete così signore da avergli lasciato le chiavi della casa da cui lui se n'è andato, vi troverete a tornare da un weekend con la casa sottosopra, perchè lui è venuto a prendere alcune (povera, amabile, cannetta di vetro...vorrete mica che si affatichi la schiena...) delle sue cose. E ha lasciato scatole, appendini, cellophane in giro. Mancavano i calzini sporchi, nel mio caso, ma conosco gente il cui marito fedifrago ha lasciato anche cose da lavare in lavatrice.
Meglio optare per la seconda scelta. Che non è definitiva, ma in quella fase ci può stare. Ovvero: visto che va di moda mettere le cose da uomo - A&F ci ha fatto una linea intera, chiamata The Boyfriend Look - scegliete quello che più vi piace e indossatelo. A sfregio. Io, con certi maglioncini di cashmere di Ralph Lauren, ci ho pulito il parquet. Non avete idea di come viene bene il Listone Giordano con la lana pregiata. Consiglio fashionista: pantalone stretto, tacco, maglione da uomo con filo di perle. Li stenderete tutti, alla faccia di Mr. EasyBox.

3. NON CI SONO PIÙ LE MEZZE DI STAGIONI. Però. Però dopo la negazione dell'evidenza e la rabbia....deve arrivare un momento in cui la modalità «mausoleo» finisce. In cui guardate le ante dell'armadio e le vedete, finalmente, vuote. In cui rompete il perverso gioco per cui lui si sente in diritto anche di dire se e quando verrà a prendere le sue cose (certo, e poi ti faccio anche il caffè).
Vi serve un discreto numero di sacchi neri dell'immondizia. Musica a palla. Catartica, possibilmente, una cosa tipo Don't Stop Me Now dei Queen. Un paio di birre o una bottiglia di vino fresco. Coraggio. Respiro profondo e via, sacco dopo sacco. Vi passeranno tra le mani le cose che gli avete regalato, che sono chiaramente quelle che lui ha lasciato li per farvi capire che voi appartenete al suo passato (ndr. grazie per la sensibilità). Ripenserete ai Natali, alle feste di compleanno, a quando siete corsi insieme fuori da un appuntamento di lavoro, dall'altra parte del mondo, per fare shopping insieme e il vostro parere su cosa gli stesse bene o male sembrava essere importante (ndr. non immalinconitevi. In fondo, lo avete sempre saputo, che quello che pensava sua madre era comunque prioritario).
Ma è un po' come mangiare cioccolatini quando siete a dieta. Una volta iniziato, non riuscirete più a smettere. E circondate da 10 sacchi della monnezza, vi sembrerà che una vita che ci stava in così poco, forse era poco importante. A voi la scelta, poi. Buttare via tutto o stiparlo in una cantina. Ho anche valutato l'ipotesi di scaricare tutto davanti all'ufficio. Ma poi ho pensato che era uno sbattimento eccessivo. E gli avrei pure fatto un favore. Va bene EasyBox, ma pure Bartolini Corriere Espresso mi sembra eccessivo.
Un consiglio spassionato. Qualunque sia la fine che farete fare alle sue reliquie, fate un gesto simbolico. Scegliete qualcosa che abbia un significato particolare. E distruggetelo in modo eclatante. Io l'ho fatto. E non avete idea di come ci si sente bene, dopo. Lui ha distrutto la vostra vita, senza troppi complimenti? Voi gli rovesciate la candeggina sulla sua preziosissima collezione di magliette firmate Harley - Davidson prese in giro per il mondo (ndr. ricordati, cummenda fighetto, che da dove vengo io...le parole non servono). Perchè le mezze stagioni non ci sono più. E neanche tempo da perdere con mezzi uomini. È ora di fare il cambio degli armadi. Benvenuta, estate.

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