Mister Right

24 Settembre Set 2013 2303 24 settembre 2013

Bacio alla francese

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Sonnacchioso martedi di settembre. Sono circa le quattro e mezza. Sposto lo sguardo sull'Ansa. Cosa che faccio almeno 50 volte al giorno, credo. E di solito, nel frattempo, sto pensando al prossimo pezzo, rispondendo a un sms, inventando cosa cucinare per cena. Dev'essere per questo che non recepisco immediatamente il contenuto di questo lancio:
«L'89% degli uomini francesi confonde il clitoride, che nella loro lingua si dice clitoris, con un'automobile della casa giapponese Toyota. Probabilmente con la Yaris».
O meglio, colgo le parole chiave Toyota e Yaris, il resto no. Penso all'ennesima barbogia promo che entro il 30 settembre vi regala una macchina superaccessoriata, chiavi in mano e tanti ringraziamenti per aver contribuito a salvare il settore automotive.
Poi rileggo. E faccio un salto sulla sedia.

IL CLITORIDE, QUESTO SCONOSCIUTO. A sorprendermi non è certo la percentuale bulgara. Che gli uomini, francesi o meno, non abbiano la minima idea di cosa sia il clitoride, è una cosa nota.
Mi sorprende invece che quei cagacazzi (scusate il francesismo, per l'appunto) dei nostri fratelli transalpini, che se ti permetti di sbagliare la pronuncia della loro fantastica lingua (niente battute sulla lingua, non ancora) ti guardano con il naso all'insù e ti dicono «Qua? Je ne comprend pas» ammettano di confondere il nome del cuore del piacere femminile con quello di una macchina. Perchè poi? Se le parole francesi son quasi tutte accentate in fondo, non ditemi che clitorìs e Yarìs si assomigliano. Manco se avete la zeppola, si confondono. E la teoria non regge nemmeno se spostiamo l'accento indietro, alla latina: clitòris e Yàris mi sembrano due parole ben diverse.

Qui i casi sono due. Uno più allarmante dell'altro.

CASO A. Scambiare il clitoride con la Yaris può avere a che fare con il fatto che gli uomini vedono la loro auto come appendice del pene. Certo, hanno le idee confuse su patatina e pisellino (mica vi stranite, no?) e abbiamo già avuto modo di parlarne. Concedo un'attenuante: la parola viene da κλειτορἰς, che in greco significa «collinetta»: forse, a furia di dire che le macchine devono essere morbide, gli abbiamo fatto perdere i punti di riferimento, a 'sti maschi.
Però, il tutto può avere anche un risvolto positivo: chi sa mai che maneggiando la leva del cambio facciano pratica di un'arte di cui anche noi donne potremo auspicabilmente prima o poi beneficiare. Quindi non allarmatevi se durante una sessione di smanacciamento con il vostro lui, all'improvviso quello dice una cosa tipo «amore, voglio coccolarti consumando 25,6 km/l ma ti prometto solo 103 gr di Co2 di emissioni». Butta bene, ragazze. Almeno nell'89% dei casi.

CASO B. La percentuale restante, forse, deve fare qualche ragionamento socio-anatomico-antropologico. Ovvero: se il vecchio e sano limonare lo hanno inventato loro, i transalpini, e gli hanno anche dato un nome più carino, «bacio alla francese»...si presume che qualcosa in fatto di lingua, dovrebbero saperlo. Quindi rivendicate la supremazia del Grana sul Camembert, del Prosecco sullo champagne, di Armani su Christian Dior. E pretendete il vostro benefit intimo.
Così non fosse, congedatelo con un elegante «Adieu». Specialmente se vi dovesse tirare fuori la più brillante delle argomentazioni che ho letto sul web, sul sito artdeseduire.com, nella sezione dedicata agli uomini. Si suggerisce ai maschioni di dire questo, alla fanciulla di turno: «Lo sai che c'è un punto particolare dove adoro essere toccato? Prova a trovarlo e a scoprire come mi piace essere accarezzato lì. Il pene non è un luogo uniforme che dove tocchi, tutto fa uguale. C'è anche la clitoride del maschio».
Eh no. Questo è troppo. Francesi, aridatece la Gioconda. E anche il clitoride, s'il vous plait.

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