Mister Right

28 Ottobre Ott 2013 2354 28 ottobre 2013

Walk on the wild side

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Weekend. Appuntamento, come sempre, alla Bella. Ovvero: in un bar che sembra uscito dagli anni Cinquanta, dove ti aspetti che si telefoni ancora a gettone. Ma ci fanno uno Sbagliato serio, e non da femminucce e soprattutto non è infestato dalla mediocre sfigheria milanese tutta cocaina e lavoro in un'agenzia pubblicitaria.

Io sono as usual in ritardo. Ci sono le tre amiche: splendide, in carriera, intelligenti, belle. E senza un uomo. Siamo, quindi, tutte perfettamente allineate. Una non la vedo da un pò: chiedo come va. Risponde: «Tutto alla grande. Certo, la sera mi piacerebbe avere uno straccio di fidanzato che mi fa compagnia. O anche un non-fidanzato. Un qualcuno occasionale con cui ogni tanto divertirmi». In due alzano il sopracciglio. Una commenta: «Guarda, il problema è che non esiste». Io obietto: «Lascia perdere. Il piacere ricevuto non vale lo sbatti, in nessuno dei due casi». Attimo di silenzio. Giusto un attimo.
Il tempo di dire: «Vabè mangiamo?». Come sempre, facciamo il siparietto: «Si ma, poca roba che devo comprare i jeans della 27». E via così. Fino al: «Okay, si va all'Abruzzese. Prendiamo un antipastINO e un paio di arrosticINI, con un bicchierINO di vinello. Leggere leggere». La maniaca del controllo (io) domanda: «ma è venerdi sera, sono le dieci, abbiamo prenotato?». Mi guardano. O meglio. Mi fissano le tette, per dirla tutta. E osservano: «Se serve, levati il cappotto e fai vedere quel ben di Dio». Evviva l'emancipazione.

GATTINI PER CIVATI. Per fortuna la distanza che ci separa dal ristorante è pochissima. Perché in quel mezzo chilometro riusciamo ad avere la seguente conversazione: «Dovremmo cambiare giro. Finchè frequentiamo sta pletora di sfigati, non se ne esce. Ecco, un politico ci vorrebbe. Almeno andiamo a Roma, che fa caldo sino a novembre». «Si ma chi? Renzi?» «Macchè Renzi. Pippo Civati», dico io. Le amiche approvano: Civati ci piace. Tutte a guardare quella che tra noi ne sa di politica: «Hai il suo cellulare? - Voi siete matte».
Poi, una di noi dice: «Ma avete visto che Civati ha fatto un sito con i gatti?» A me si accende un’antenna. Amante dei gatti = uomo ideale. Chiedo lumi: «Gattini, risponde l’amica. Gattini per Civati, si chiama il sito. In pratica, visto che i gattini sono gli animali più amati sul web, lui si propone con un sacco di foto di micetti». Tutte in coro: «Chiamiamolo subito!» «E cosa gli diciamo? Miaaaoooooo» rispondiamo in tre. Prima di crollare a terra ridendo.

CI PENSA ROCCO. L’idea di chiamare Civati viene accantonata in favore dell’antipastINO: un trionfo di pane, olio, burrata, olive ascolane, salumi abruzzesi. Considerazioni ad alta voce, mentre il vino scorre decisamente troppo bene: «Oh, dite quello che volete, ma i sapori del centro Italia…Si come gli uomini…altro che i fighetta milanesi che se li tocchi si sciupano». Finchè io calo l’asso di bastoni (è proprio il caso di dirlo): «Ragazze, martedi vado a intervistare Rocco Siffredi». Che è di Ortona. Un gran bel pezzo di Abruzzo. Peccato che è esattamente a questo punto che arrivano gli arrostiscINI. Trenta, circa. Trenta come i centimetri di cui, si favoleggia, sia dotato il Rocco nazionale. È un attimo. Bastoncino di legno in mano, tutte a fare confronti spannometrici. «No ma scusa, 30 cm sono troppi. Macchè, sono accettabili». E giù vino. E a quel punto, arriva la fase «vale tutto». La sottoscritta risponde alla domanda: «Ma ti sei documentata?» appoggiando sul tavolo l’Iphone su cui parte un video dal titolo irriferibile. C’è Rocco, alle prese con la sua specialità. (ndr. no, non ve lo dico qual è). Cala il silenzio. Una di noi ha la forza di dire: «Bhè, così è persino troppo», sentendosi rispondere un secco: «Parla per te. Che non è mai troppa quella roba lì».

HEY HONEY. Arriva il cameriere a offrirci un Centerbe, liquore del colore dell’assenzio che ci fa perdere anche quel poco di lucidità rimasta.
Usciamo, alla ricerca di una Car2Go con cui tornare a casa. La più sul pezzo di noi si blocca di colpo e dice: «No. È morto Lou Reed». Ci guardiamo pensando a quante volte ci siamo fatte accarezzare da quella voce meravigliosa. E non c’è bisogno di dire nulla. Youtube e volume al massimo. La strada, la notte, noi. Che senza essere Sugar Plum Fairy, Candy o Holly abbiamo solo una cosa da dirci: hey honey, take a walk on the wild side. Perché stanne certo, con quattro donne così, ne vale la pena.

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