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23 Gennaio Gen 2015 1446 23 gennaio 2015

Casse previdenziali, governo pronto a cambiare il sistema

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«Occorre una rivisitazione del principio del diritto acquisito, che va inquadrato in un'ottica evolutiva: esiste infatti una nuova soggettività dei diritti. Dobbiamo mettere in contrasto teorico i diritti acquisiti e quelli di prospettiva delle giovani generazioni». Lo ha detto il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta, intervenendo alla tavola rotonda “Il futuro previdenziale dei professionisti”, promosso giovedì 22 gennaio a Roma dalla Cassa di previdenza dei ragionieri, presieduta da Luigi Pagliuca.

Secondo l'esponente di governo, occorre muovere dal fatto che «nel concetto di diritto acquisito c'è del bene ma anche del male, in caso si propenda per una visione 'assolutista' del concetto stesso. Bisogna individuare un punto di equilibrio, porsi il tema di un range, di soglie mobili che consentano di ottenere dei margini in grado di avvicinarsi a soluzioni compatibili». Baretta ha sottolineato altresì la necessità di dover partire «da un principio di realtà» ma anche «affermare che esiste una questione di equità soggettiva e collettiva».

«Le nuove generazioni non possono farsi carico di mantenere i privilegi di quelle precedenti - ha sostenuto Luigi Pagliuca, numero uno della Cassa di Previdenza dei ragionieri - e questo il legislatore lo aveva già intuito nel 2006, quando ebbe modo di chiarire come il principio del pro rata non poteva prescindere dalla necessità di mantenere in equilibrio il fondo e quindi garantire le pensioni future. C'è ancora molto da fare - ha aggiunto Pagliuca - per dare forza e solidità alle riforme che le Casse hanno dovuto varare in tempi recenti per garantire l'equilibrio finanziario nel lungo periodo. Rimangono ancora inalterati privilegi e garanzie ingiustificabili relative ad alcune pensioni erogate che, mediamente, consumano in cinque anni la contribuzione di tutta la vita lavorativa scaricando il costo per i successivi 15 anni sui giovani».

«La Commissione ha stabilito che è arrivato il momento di fare chiarezza sul sistema pensionistico», ha detto Lello Di Gioia, presidente della Commissione parlamentare di Controllo sugli enti previdenziali. «Bisogna dire chiaramente chi negli anni ha guadagnato molto, pur versando poco, e chi guadagna poco pur avendo versato molto. La riforma Fornero ha penalizzato tanti ma ha anche agevolato qualche categoria: penso ai giudici, agli avvocati, ai professori universitari». Inoltre, ha aggiunto Di Gioia, «bisogna rimettere mano con serietà, e nella maniera più condivisa possibile, al sistema delle Casse italiane affinché si allineino a quello europeo, con gli stessi vincoli e conservando la propria autonomia». Concludendo con la anticipazione che «a breve avvieremo una nuova indagine conoscitiva sulle Società di gestione del risparmio, sui fondi immobiliari e sulla sanità integrativa, che investe molto, direttamente o indirettamente, in fondi integrativi».