Nimby

20 Febbraio Feb 2015 2006 20 febbraio 2015

Pensioni, via i diritti acquisiti e ora più flessibilità

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“Sul tema dei diritti acquisiti in materia previdenziale la Corte Costituzionale ha indicato una via d'uscita nella ragionevolezza: bisogna dunque capire come legiferare in maniera equilibrata seguendo i principi di equitá e di solidarietá fissati anche nella nostra Costituzione”. Lo ha affermato oggi il sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Maria Ferri nel corso del forum sul futuro delle libere professioni, promosso dalla Cassa Ragionieri, presieduta da Luigi Pagliuca. “Si pone un problema di sostenibilita' economica”, ha osservato l'esponente del governo, “ma occorre anche immaginare un cambiamento del ruolo delle Casse di previdenza”.

'Quanto ai privilegi e alle pensioni d'oro', ha sottolineato Ferri, “il problema esiste, in particolare in un momento di forte crisi come quello che stiamo attraversando: spiegare l'erogazione di certe cifre a chi oggi ottiene pensioni minime appare certamente difficile”.

“Il sistema pensionistico va reso maggiormente flessibile' ha osservato Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera. 'Ogni lavoro è diverso dall’altro, e quando ci sarà il passaggio dal contributivo pro rata al contributivo puro, le persone dovranno avere la possibilità di andare in pensione quando lo riterranno opportuno. Il sistema – ha evidenziato – è troppo rigido”.

E ancora, “probabilmente il sistema previdenziale pubblico non si è riformato a sufficienza”, ha continuato Damiano. “Credo che il conflitto tra generazioni esista ma in maniera relativa: la parte prevalente delle pensioni versate dall’Inps è sotto i 1000 euro al mese. Io guardo soprattutto a questo mondo, anche se ovviamente non riesco a negare l’esistenza di privilegi”.

Il presidente della Cassa Ragionieri Luigi Pagliuca ha posto l’accento sulla progressiva mancanza di sostenibilità – economica ed etica – del sistema delle professioni. “I cambiamenti demografici hanno portato profonde modifiche, quindi o si riducono le pensioni o si aumentano i contributi. Entrambe le misure non sarebbero opportune in momenti di crisi come quello attuale. Bisogna quindi trovare un modo per riequilibrare la situazione e tagliare le pensioni un po’ troppo generose: il nostro sistema non può reggere casi di privilegio”.

Sotto accusa anche l’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie: “Lo scopo delle Casse di previdenza – ha concluso il presidente Cnpr – è quello di mantenere il patrimonio che serve a pagare le pensioni. Non siamo certo degli speculatori. Probabilmente sarebbe stata più opportuna l’individuazione di una franchigia, in quanto sugli Istituti previdenziali grava già una doppia tassazione che ha pochi eguali in Europa”.

L'attuale sistema pensionistico – ha detto Cristian Licheri, segretario dell'Unione commercialisti Milano -, non può garantire i diritti acquisiti: in un periodo di crisi questa situazione non è più sostenibile. I giovani devono avere una degna prospettiva di lavoro e di pensione, e dunque bisogna trovare presto una soluzione su questi diritti acquisiti. Non è possibile che si continuino a pagare delle pensioni enormi, con i giovani che invece entrano adesso nel sistema e che, purtroppo, non hanno uno sbocco futuro. La politica deve dare risposte perché questa crisi ci sta davvero strozzando”