Nimby

26 Febbraio Feb 2015 2317 26 febbraio 2015

Un libro rende liberi. Anche dietro le sbarre del carcere

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Questa sì che è un'iniziativa degna di nota.

Giovedì 26 febbraio, infatti, è stato presentato alla Camera “Letture d’evasione”, progetto promosso dagli deputati del Pd, Laura Coccia e Khalid Chaouki, che ha l’obiettivo di raccogliere libri, in particolare in lingua o con testo a fronte, e dizionari da donare alle biblioteche delle case circondariali sparse sul territorio nazionale. L’iniziativa, partita dal dipartimento cultura del Pd Abruzzo, è stata moderata da Piero Sansonetti, direttore de Il Garantista. L’obiettivo è aumentare la disponibilità delle biblioteche carcerarie e migliorare, seppur marginalmente, le condizioni e le possibilità dei detenuti.

“La cultura in carcere e la difesa dei diritti dei detenuti è una questione di civiltà e dello stato di diritto. Il carcere infatti è riabilitazione, non punizione, come scritto nell’articolo 27 della Costituzione – ha sottolineato Chaouki. – Parlo anche della componente straniera della popolazione carceraria, spesso senza assistenza e tutela del diritto di difesa. Gli stranieri in carcere sono oltre 20.000, circa il 35% del totale. La possibilità di studiare per imparare la nostra lingua è una opportunità straordinaria su cui dobbiamo lavorare.”

È un dato di fatto che tra devianza e precedenti esperienze scolastiche fallimentari esiste un nesso stretto (evidenziato anche da documenti europei) e che il livello d’istruzione dei detenuti è mediamente basso, senza considerare l’alta percentuale di stranieri presenti nei nostri istituti, ai quali mancano le conoscenze di base della lingua italiana.

Intervenuta anche Laura Coccia ha dichiarato: “La notizia di questi giorni relativa ai commenti facebook sul rumeno suicida in carcere indicano un aspetto inquietante: si è parlato tanto di alcuni barbari oratori senza e continuiamo a dividere il mondo in buoni e cattivi, quelli che stanno dentro e noi fuori, senza ricordare che abbiamo perso un’altra vita, schiacciata dal peso della disumana detenzione nel nostro Paese.”

I volumi richiesti per la raccolta sono libri in qualsiasi lingua e i dizionari, strumento primario per migliorare la conoscenza dell’italiano per gli stranieri: con “Letture d’evasione” ci si propone di rendere disponibile anche a costoro materiale nel proprio idioma e aiutarli nell’apprendimento della nostra lingua, agevolando così il reinserimento nella società una volta scontata la pena e nel periodo di libertà parziale previsto per le pene alternative alla semplice detenzione.

L’iniziativa è stata diffusa tramite comunicato stampa, passaparola e mail indirizzate ai segretari di circolo e tramite social network. La raccolta avverrà per mezzo del lavoro dei militanti GD e PD negli stessi circoli e tramite banchetti, impegnandosi a prendere in consegna i libri dai donatori.

Il progetto, già attivo in Abruzzo, ha suscitato entusiasmo da parte delle associazioni di volontariato e ottenuto un grande successo nella provincia di Teramo con la raccolta di oltre 800 volumi, 10 libri in lingua e 11 dizionari.

La raccolta continuerà fino alla data di consegna che sarà fissata dagli istituti di pena che si renderanno disponibili a partecipare al progetto.