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6 Agosto Ago 2015 1229 06 agosto 2015

Russo a Delrio, uscire dalla paralisi del Porto di Napoli

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NAPOLI - “L’imprenditoria napoletana guarda con profonda preoccupazione alla paralisi del Porto di Napoli indotta dalla vertenza tra la Conateco ed i lavoratori. Questa vicenda sta avendo effetti drammatici sull’economia complessiva dell’area napoletana: il traffico legato all’import-export è completamente paralizzato; gli operatori devono forzatamente spostare i loro traffici verso altri porti, con il rischio che tale spostamento divenga definitivo; l’immagine e l’affidabilità del porto vengono ulteriormente compromesse, dopo le note vicende dei mancati escavi dei fondali e dei lavori mai partiti per il Grande Progetto Porto di Napoli”. Lo ha scritto Pietro Russo, presidente di Confcommercio Imprese per l’Italia della Provincia di Napoli, in una lettera inviata al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio.
“Il Porto è la più grande azienda della città di Napoli e da esso dipende una buona fetta dell’economia provinciale. Il blocco del traffico container isola l’intera area dal resto del mondo e non potrà non avere effetti devastanti sulla tenuta di tante aziende e sull’occupazione, non solo dentro il porto ma soprattutto fuori, tra le centinaia di imprese per le quali esso è uno snodo vitale per i propri commerci”.
“All’indomani della diffusione dei drammatici dati Svimez sul ristagno dell’economia meridionale, e dato il perdurare della crisi nella nostra area dove non è dato percepire alcun segno di ripresa, è evidente - ha continuato Russo - che occorre evitare ad ogni costo di aggiungere altri fattori recessivi in un quadro così negativo. Occorre perciò intervenire immediatamente per sbloccare questa vertenza che sta avendo effetti a catena sull’intera economia, al di là del merito della vertenza stessa, in modo da far terminare l’attuale fase di emergenza”.
“Questi eventi - ha concluso il numero uno di Confcommercio Napoli - fanno emergere ancor più chiaramente la necessità di superare quanto prima l’attuale fase commissariale e pervenire ad una Governance stabile e duratura del Porto, in grado di avviare finalmente i dragaggi, la sistemazione delle banchine, la riqualificazione delle aree passeggeri e tutte quelle opere senza le quali il porto sarà condannato ad un inesorabile declino, trascinando con sé buona parte dell’economia dell’area napoletana”.