Nimby

3 Ottobre Ott 2015 2306 03 ottobre 2015

Buone notizie dalla Cassazione, è possibile impugnare i ruoli di Equitalia

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CAPRI - “L’impugnabilità dei ruoli esattoriali che non sono stati notificati è una notizia positiva per i contribuenti: la Cassazione si è ispirata al principio di massima tutela ed ha voluto decretare la possibilità di poter presentare ricorso contro qualsiasi atto di cui si viene a conoscenza. Resta il fatto che questa sentenza non è priva di risvolti per la nostra categoria, anche sotto un profilo pratico: se da un lato vediamo infatti con favore la possibilità di prevenire la notifica della cartella e contestare una pretesa, laddove infondata, dall’altro potrebbero sorgere problemi operativi”. Lo ha detto Vincenzo Moretta, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, nel corso del forum nazionale “L’attuazione della delega fiscale, aspetti sostanziali e processuali”, che si è svolto a Capri, commentando la sentenza 19704/2015 depositata il 2 ottobre dalle sezioni unite della Suprema Corte.
“Il contribuente sarà maggiormente tutelato, soprattutto nell’ipotesi in cui non abbia effettivamente avuto conoscenza dell’atto di riscossione. I cittadini avranno la possibilità di difendersi, mi sembra una scelta corretta. Credo che le ripercussioni saranno positive”, ha sottolineato dal canto suo Stefano Busa, presidente di Equitalia.
“Recarsi dal concessionario della riscossione dei tributi per conoscere le proprie pendenze ed eventualmente impugnarle sarà certamente positivo per i contribuenti", ha evidenziato Stanislao De Matteis, giudice fallimentare del tribunale di Napoli che nel corso del convegno ha annunciatola notizia. "In questo modo ci sarà maggiore tutela per lo stesso contribuente - ha aggiunto De Matteis -, che avrà così la possibilità di più agile gestione della situazione patrimoniale”.
Giudizio positivo anche del segretazio nazionale dei commercialisti italiani, Achille Coppola sulle ultime novità: “La possibilità di tutelare le ragioni del contribuente rientra negli interessi dell’amministrazione finanziaria. La giustizia in materia tributaria non può che essere co-esistenziale, lo Stato deve essere forte con gli evasori, ma con i contribuenti che non riescono ad orientarsi in una giungla di scadenze, deve fare il possibile per rimetterli in carreggiata”.
“Ci sono alcuni 'nodi' procedurali da sciogliere - afferma Immacolata Vasaturo, consigliere Odcec Napoli - la conoscenza dell’estratto di ruolo potrà essere più difficile da provare, bisognerà verificare l'atteggiamento di Equitalia in tal senso: mancando la notifica, bisognerà fornire una data certa certificata al professionista e al giudice. Comunque è un notevole passo in vanti per la tutela del contribuente".
Nel corso del forum caprese sono state analizzate anche le deleghe approvate dal Consiglio dei ministri in tema di fiscalità. Marco Catalano, sostituto procuratore Corte dei Conti in Campania, ha evidenziato che il provvedimento “imprimerà un’ulteriore velocizzazione del processo tributario che rappresenta un vantaggio per i cittadini ed i giudici. Sarà in questo modo sempre più possibile avere processi snelli, ma allo stesso modo risulterà fondamentale fornire i giudici di tutti i mezzi necessari per attuare questa velocizzazione".
“Da parte del governo - ha rimarcato Gerardo Longobardi presidente nazionale dei dottori commercialisti -c'è un tentativo di migliorare i rapporti fisco-contribuente nella norma e nella prassi quotidiana soprattutto a livello centrale tra Agenzia delle Entrate, Equitalia e il nostro Consiglio nazionale”,. “Ora é necessario applicare queste procedure, anche sui territori locali dove ci sono ancora una serie di defaillance.
“Tra le novità approvate – ha evidenziato Maurizio Corciulo, vicepresidente dei commercialisti napoletani – c’è la modifica allo strumento dell'autotutela che dovrà funzionare come sistema deflattivo del contenzioso. In realtà sarà indispensabile una stretta collaborazione tra gli ‘attori’ in campo con la costituzione di tavoli condivisi per l’applicazione di regole e norme certe per individuare le soluzioni”.
“Il decreto entrato in vigore alza la soglie di punibilità per l’aspetto penale accogliendo l’istanza degli impenditori però preoccupa per ciò che concerne le sanzioni amministrative – osserva Clelia Buccico, docente di diritto tributario presso la Seconda Università di Napoli, ha affermato:, che vengono segnalate come comportamento non adeguato da parte del contribuente. Non credo che sia facile sanzionare questo tipo di comportamento, è un problema serio per i professionisti”.