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21 Novembre Nov 2015 1303 21 novembre 2015

Miele, proteggere il patrimonio familiare all’insegna della legalità

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AVERSA - “Gli strumenti per tutela del patrimonio familiare ed imprenditoriale sono stati analizzati da esperti del settore per individuare i percorsi da effettuare all’insegna della legalità. È chiaro che oltre al rischio d’impresa occorre anche prevedere la tutela personale e della famiglia”. Lo ha detto Bruno Miele, vicepresidente dell’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Napoli Nord, aprendo i lavori del forum “Protezione del patrimonio, strumenti a confronto: fondo patrimoniale, atto di destinazione, società fiduciarie e trust” che si è svolto oggi ad Aversa.
“Il Codice Civile consente la creazione di strumenti per proteggere i patrimoni familiari in maniera modulare - ha evidenziato Eugenio Forgillo, presidente del Tribunale di Avezzano -, nel rispetto dell’autonomia privata per tutelare i patrimoni personali dalla possibilità di aggressione dei creditori, piuttosto che dal Fisco o da altre forme di pressione che potrebbero influenzare negativamente gli investimenti. Il problema vero è che queste forme di protezione devono essere rispettose dei principi generali dell’ordinamento e quindi non devono essere in frode ai creditori, in frode al Fisco, non devono violare le norme penali. Quindi c’è necessità di professionisti particolarmente attenti che possano ‘confezionare’ un prodotto su misura che sia rispettoso della legge”.
“I commercialisti hanno acquisito una preparazione su questo tema specifico attraverso un aggiornamento continuo – ha sottolineato Francesco Corbello, consigliere segretario dell’Odcec Napoli Nord – e oggi sono in grado di selezionare lo strumento più adatto da proporre all’imprenditore che in questo periodo di forte crisi economica ha l’obiettivo di salvaguardare il patrimonio familiare”.
“Nel corso del focus sono state esaminate le proposte concrete a favore dei contribuenti. Lo scopo – ha osservato Paolo Russo, presidente della commissione studi trust e tutela del patrimonio familiare - è quello di attivare strumenti efficaci in epoche non sospette senza ledere la capacità di riscossione da parte degli enti impositori”.
“Le protezioni del patrimonio sono costituiti da diversi istituti – ha rimarcato Francesco Sbordone, professore di istituzione di diritto privato della Sun - che in realtà concorrono nel nostro ordinamento. Il più conosciuto è il Trust, che è di tradizione anglosassone, sotto il profilo tecnico è una soluzione che trova applicazione soprattutto quando c’è un elemento di internazionalità. Poi, altre soluzioni sono costituite dai fondi patrimoniali, gli atti di destinazione e le società fiduciarie”.
All’incontro hanno partecipato anche Alessandro de Donato, presidente del Consiglio Notarile di Santa Maria Capua Vetere; Giuseppe Approvato, rispettivamente vicepresidente della commissione studi trust e tutela del patrimonio familiare; i notai Gaetano Giuliano e Enrico Matano e l’avvocato Carolina Ferro.