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29 Febbraio Feb 2016 2232 29 febbraio 2016

Ciracì: l'Italia trasformata in una grande sala da gioco

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L'Italia sta per diventare una grande sala da gioco. Dal 1 gennaio 2017 saranno immesse in 15mila sale da gioco circa 250 mila nuove slot machine, meglio note come mini-Vlt. Una cuccagna per l'esercito di 15 milioni di giocatori italiani. Peccato che, di questi, un milione e 800mila si trovino a frequentare costantemente il mondo del gioco d'azzardo e 800mila soffrano di ludopatia.
Una patologia che si ripercuote con estrema violenza anche nei rapporti con le persone care ai giocatori. Lo sperpero dei soldi, unito alla montagna di bugìe e di sotterfugi cui ricorrono i ludopatici, rendono la vita impossibile a migliaia di famiglie.
In merito a questa invasione di slot, ha deciso di vederci chiaro Nicola Ciracì, parlamentare del Gruppo Misto eletto in Puglia. Il deputato ha presentato un'interrogazione parlamentare ai ministri della Salute e dell'Economia per conoscere quali misure intenda prendere il Governo Renzi per arginare il proliferare delle mini-Vlt nel nostro Paese.
"Si tratta di apparecchi molto pericolosi - ha dichiarato Ciracì - poichè fanno perdere il senso della realtà ai giocatori attraverso un sistema di incasso tramite ticket; in questo modo il ludopatico perde la cognizione del fatto che sta giocando con i propri soldi. Una circostanza inaccettabile che non ha nulla a che vedere con il legittimo diritto al gioco".
In effetti questi apparecchi accettano banconote e carte di credito, consentendo puntate ben più alte rispetto ai normali apparecchi per il divertimento. Una differenza sostanziale a danno del giocatore incallito.
"E' necessario apporre limiti seri al gioco d'azzardo nell'interesse dei giocatori e delle loro famiglie - prosegue Ciracì - e ciò può essere fatto solo con un disegno di legge organico che sappia trovare i giusti equilibri tra il diritto al gioco e al divertimento, e gli interessi dei gestori e dei concessionari".
Un equilibrio che di certo non può essere trovato assegnando a pochi concessionari l'intero comparto del gioco, come si legge tra le righe della riforma. Il gioco è la terza azienda italiana e offre lavoro a 200mila persone. Lavoratori che dall'anno prossimo rischiano di trovarsi disoccupati.
"L'accentramento nel settore del gioco è fallimentare per due motivi - conclude Ciracì - il primo è il rischio di essere sanzionati dall'Europa che è sempre molto attenta al rispetto dei principi della libera concorrenza; il secondo è il numero di posti di lavoro che si perderebbero nel caso passasse la linea del Governo".