Nimby

5 Marzo Mar 2016 1447 05 marzo 2016

“I corsi della Fikbms mi hanno salvata dallo stupro”

  • ...

“Mi sentivo seguita mentre andavo alla fermata ad aspettare il bus, erano due ragazzi. Lì per lì ho creduto fosse soltanto una mia paranoia. Poi invece...”. Inizia così il racconto di Giorgia Di Iorio, ventiquattrenne romana, che in un pomeriggio di dicembre è riuscita a sventare un'aggressione grazie alla kickboxing e alle tecniche di autodifesa.

“Quando sono salita sul bus i due erano ancora lì, dietro di me. Mi guardavano e facevano battute che non riuscivo a capire. Poi uno dei due è sceso e lì per lì mi sono sentita più tranquilla” prosegue Giorgia, la voce forte e determinata. “Ma quando mi sono alzata per scendere alla mia fermata l'altro si è subito accodato ed è sceso dietro di me”. Pochi istanti, giusto il tempo di far disperdere i pochi passeggeri che erano scesi alla sua stessa fermata, e il ragazzo inizia a seguirla. Lei aumenta il passo, non accenna a fermarsi. Lui da dietro inizia ad aggredirla verbalmente. “Ho voglia di te, bella. Stai attenta che ti violento. Ora arriva il mio amico che ci sta seguendo con la macchina e ti portiamo via” diceva.

“Io ho capito subito che le mie paranoie iniziali si stavano trasformando in un vero e proprio incubo – racconta Giorgia -, lui si avvicinava sempre di più e io, pur aumentando il passo, non riuscivo ad aumentare la distanza tra noi. Ho provato a rispondergli a tono, ma lui si è arrabbiato ancora di più, mi ha raggiunta e mi ha strattonata sbattendomi contro la rientranza di un palazzo, addosso a una ringhiera”. Si dice che negli attimi più drammatici della propria vita i pensieri siano confusi, che ci passino davanti agli occhi senza un filo logico né una sequenza. Giorgia invece, trovandosi chiusa in un angolo, ha ripensato a tutto quello che aveva imparato durante le lezioni di autodifesa: “Ho pensato ad Adolfo Bei, il mio insegnante, e a tutte le volte che ci ripeteva 'quando vi trovate messe in un angolo dal vostro aggressore non tentate di sfuggire. Colpitelo da sotto'”.

Nella kickboxing, infatti, quando ci si ritrova spalle al muro, si riesce ad attaccare l'avversario soltanto entrando con un braccio tra le sue e sferrando quello che in gergo viene definito il 'gancio', un pugno rotatorio la cui potenza è basata sulla rotazione dell'anca e sulla leva fornita dalla spalla. “Io ho fatto proprio così – continua Giorgia, non nascondendo una punta di soddisfazione - gli ho sferrato un pugno e probabilmente gli ho rotto il setto nasale, perché lui è caduto al suolo inerme”. Solo dopo è corsa dai carabinieri per denunciare l'accaduto.

I corsi frequentati da Giorgia sono quelli promossi dalla Fikbms, la Federazione italiana Kickboxing Muay Thai, Savate e Shoot Boxe, che in occasione della “Festa della donna”, ha lanciato l'iniziativa “Ogni Giorno è 25 novembre – stop alla violenza sulle donne”, patrocinata dalla Polizia di Stato: una settimana di stage e corsi gratuiti di autodifesa personale nelle palestre italiane affiliate alla Federazione (l'elenco è consultabile sul sito www.fikbms.net). “Ragazze frequentateli – incalza Giorgia – perché ognuna di noi pensa che episodi del genere non possano capitarci mentre invece, in questa società sempre più violenta, purtroppo sono all'ordine del giorno”.

L’iniziativa, che si tiene da sabato 5 a domenica 13 marzo, ha come testimonial Elisabetta Gregoraci. “Ogni giorno le cronache raccontano di violenze sulle donne e femminicidi. Dall'inizio del 2016 ne sono già stati accertati 12: è un’emergenza e come tale va affrontata” spiega Gregoraci. “La violenza di genere si consuma spesso all'interno delle mura domestica – prosegue -, ma esistono anche altre forme, come le aggressioni per strada e i tentativi di stupro. In questo senso, apprendere le tecniche base di autodifesa non è risolutivo, ma può aiutare”.

“Questa settimana di corsi segue quella organizzata per la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne dello scorso 25 novembre”, spiega Donato Milano, presidente della Fikbms. “Mentre in Parlamento si inizia proprio in questi giorni a discutere su una legge che tuteli gli orfani di femminicidio, la Fikbms - conclude - ha deciso di dedicare due settimane l’anno a corsi gratuiti che aiutino le donne a difendersi dalle aggressioni e che tengano alta l’attenzione su una forma di violenza aberrante come quella di genere”.