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22 Settembre Set 2017 1315 22 settembre 2017

Lotta alla povertà, il 22 e 23 settembre nelle piazze “Un pasto al giorno” e #IoSprecoZero

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La povertà in Italia non scende. Anzi, per le famiglie con più figli aumenta in maniera drammatica e costante. La fotografia dell’Istat è una mannaia: nel 2016, infatti, si stima siano ancora 1 milione e 619 mila le famiglie residenti in condizione di povertà assoluta. A questo, fa da contraltare l’analisi della Coldiretti svolta dopo l’entrata in vigore della legge ad hoc, da cui emerge che, nonostante si registri un calo degli sprechi alimentari – viene data maggiore attenzione alla data di scadenza dei prodotti e la richiesta della doggy bag al ristorante è aumentata - lo spreco di cibo nelle case degli italiani ammonta ancora a 65 kg all’anno pro capite.

Del legame tra chi vive al di sotto della soglia di povertà e chi invece può permettersi di sprecare parla anche la Comunità Papa Giovanni XXIII (Apg23), che proprio per lottare contro le ingiustizie e contro la fame il 23 e 24 settembre tornerà in 1.000 piazze italiane con la nona edizione di Un pasto al giorno. Nel corso dell’evento, che vedrà coinvolti oltre 3mila volontari (per info e dettagli è possibile consultare il sito www.unpastoalgiorno.apg23.org) sarà possibile, in cambio di un’offerta libera, ricevere “#iosprecozero”: un libro di 60 pagine - stampato rigorosamente su carta 100% riciclata - ricco di idee, spunti, consigli, best practice e testimonianze che vuol essere una guida utile e pratica per combattere gli sprechi nell'impresa di restituire il giusto valore alle cose, in ogni ambito del quotidiano.

La Comunità, fondata da Don Oreste Benzi nel 1968, con 7 milioni e mezzo di pasti distribuiti ogni anno in Italia e all'estero, affronta ogni giorno una sfida gravosa per combattere la malnutrizione e la morte per fame. Con 5 Capanne di Betlemme - case di pronta accoglienza serale e notturna per senza dimora - a Bologna, Rimini, Milano, Forlì e Chieti; 2 mense di Strada a Torino e a Roma che tutte le settimane dell’anno aiutano in totale più di 200 persone; e altre 317 realtà di accoglienza sparse per tutto lo Stivale, la Comunità Papa Giovanni XXIII, solo sul territorio nazionale, dà accoglienza, sostegno e soprattutto una famiglia a oltre 3.800 persone ogni anno, bambini soli o che non possono restare con i loro genitori, anche con gravissime disabilità, anziani, ragazze vittime di sfruttamento sessuale, persone senza dimora, famiglie in situazioni di disagio...

I proventi dell'iniziativa Un pasto al giorno andranno così “ad aiutare un fratello o una sorella in difficoltà”, si legge nella mission dell'evento di piazza di fine settembre, permettendo alla Comunità Papa Giovanni XXIII di avere le risorse per continuare ad assicurare sostegno alimentare alle persone che accoglie e che a lei si affidano.
Negli anni della grande crisi è proprio sul cibo che si gioca uno dei più grandi paradossi: solidarietà, responsabilità e dignità, dunque, sono le chiavi per riequilibrare questo sbilanciamento e attribuire una dignità nuova sia nei confronti di chi ha bisogno di aiuto, sia di chi sostiene. “L’eccedenza, la facilità di ‘buttar via’ infatti, sono sinonimo di indifferenza e insensibilità”, afferma Giovanni Ramonda, presidente della Apg23, “gli stessi atteggiamenti che portano all’emarginazione di tante persone lasciate sole ad affrontare i problemi e le difficoltà della vita. Come ha sostenuto Papa Francesco ‘è ora di cambiare profondamente i nostri stili di vita, a tutti i livelli, partendo dai modelli di produzione fino ad arrivare alle modalità di consumo’. Difendere la dignità umana e riaffermare i diritti fondamentali di ciascuno significa, anche, difendere il loro diritto al cibo. Il sostegno che invochiamo è molto concreto: chiediamo aiuto per far sì che i bambini che arrivano ogni giorno nei nostri centri nutrizionali, le persone in difficolta che ogni giorno siedono alla nostra tavola, possano avere un pasto caldo e un po’ di affetto ogni giorno”. Se l’accesso al cibo viene considerato un bisogno primario per ogni individuo “ve ne sono anche tanti altri - continua Ramonda – come il diritto alla salute, quello di vivere in una casa e non in strada, di studiare, formarsi e trovare un lavoro: solo in questo modo tutti potranno costruirsi un vero futuro e ricominciare una nuova vita. Ed è questo quello che facciamo ogni giorno, da quasi 50 anni, proseguendo il lavoro iniziato da don Oreste Benzi”.

Chi volesse partecipare all’iniziativa collaterale per la divulgazione sul web potrà scattare una fotografia e postarla su Facebook o Instagram utilizzando #unpastoalgiorno2017 e #iosprecozero, gli hashtag ufficiali dell’evento: un ulteriore strumento per fare passaparola in rete e sostenere i progetti portati avanti dalla Comunità.

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Cibo, ma non solo: il 23 e 24 settembre, in 1.000 piazze solidali, arriva #iosprecozero

Non un manuale o un vademecum, ma un compagno quotidiano per imparare a ridurre gli sprechi: è questo il leitmotiv di “#iosprecozero”, il libro realizzato dalla Comunità Papa Giovanni XXIII (Apg23), fondata da don Oreste Benzi nel 1968, che verrà distribuito il 23 e 24 settembre in 1.000 piazze italiane nel corso dell'evento solidale Un pasto al giorno. Sessanta pagine – stampate rigorosamente su carta 100% riciclata – ricche di idee, spunti, consigli, best practice e testimonianze che rappresentano una guida utile e pratica per combattere gli sprechi nell'impresa quotidiana di restituire il giusto valore alle cose della vita: “Sprecare significa letteralmente ‘mandare in malora’ – si legge infatti nell'introduzione – ogni volta che sprechiamo, mandiamo in malora un bel po’ del futuro di tutti”.

Si parte, dunque, con lo spreco di cibo: le bucce degli ortaggi, ad esempio, nella maggior parte dei casi finiscono nella pattumiera dell'umido. Stessa cosa per gli avanzi del pasto del giorno precedente: quante volte vengono riutilizzati? Nella prima parte di #iosprecozero”, 10 ricette che riutilizzano ciò che solitamente si butta via, da quelle più tradizionali a quelle più ardite per chi ha voglia di sperimentare, sapranno indirizzare il lettore in una scelta gastronomica più consapevole. Stomaci deboli? Niente paura: nel libro sono contenuti anche 10 consigli per imparare un utilizzo alternativo degli scarti alimentari, riciclandoli per uso domestico o beauty.

Gli sprechi, però, non riguardano solo il cibo: sono tanti gli ambiti che nel libro vengono affrontati per costruire un percorso volto all’utilizzo consapevole di quelli che vengono comunemente considerati scarti in ogni ambito del quotidiano. Nel secondo capitolo, infatti, si affronta lo spreco di oggetti: benché il concetto di riciclo sia entrato da tempo nelle abitudini degli italiani, si gettano via ancora troppe cose perché non servono più o non piacciono più, per rimpiazzare una versione più avanzata o perché non si ha abbastanza spazio. Anche in questo caso “#iosprecozero” viene in aiuto, suggerendo esempi virtuosi dai quali prendere spunto per ricordarci il valore delle cose che abbiamo. Nella terza sezione si parla dello spreco di risorse: sapevate che per rigenerare quel che l'uomo consuma in un anno, occorre un anno e mezzo? Il libro si spinge un po’ più in là, a suggerire che forse anche il nostro tempo può finire vittima dello spreco, quando non lo usiamo al meglio.

E nell'ultima parte di “#iosprecozero”, quasi come provocazione, si parla dello spreco di vita: qui la Comunità ha voluto approfondire, attraverso racconti e testimonianze dirette, le storie di chi ha scelto di condividere la propria vita con chi soffre. L’elemento che contraddistingue la Comunità, infatti, è proprio la volontà dei suoi membri di 'mettere la vita' insieme a quella dei più poveri, dei più deboli, di coloro che comunemente vengono definiti emarginati, gli ultimi della società, aprendo le porte della propria casa per accogliere e condividere la quotidianità con tutti loro. “L'idea di questo libro – afferma Giovanni Ramonda, presidente della Papa Giovanni – è nata dalla volontà di affrontare lo spreco a partire da punti di vista nuovi, che sono propri e caratteristici della nostra Comunità, per interrogarci sul suo legame con le condizioni di ingiustizia in cui vivono milioni di persone, sull’impatto dei nostri gesti e delle nostre scelte sulla vita di altre persone, per “sondare” il nostro livello di consapevolezza di essere parte di un tutto e di essere custodi (e non proprietari) di ciò che abbiamo. Riuscendo nell'impresa di passare dallo spreco alla condivisione, non tanto delle nostre cose, quanto del nostro tempo, del nostro cuore, per chi vuole perfino della nostra vita, saremo inevitabilmente portati a dare”. “La speranza – continua Ramonda – è poter agevolare un percorso più consapevole nei confronti di tutto ciò che ci circonda, perché la vera sfida educativa di oggi è il cambiamento delle abitudini quotidiane”.

Il libro verrà distribuito in circa 1.000 piazze d'Italia (per info e dettagli è possibile consultare il sito www.unpastoalgiorno.org) il 23 e 24 settembre nel corso di Un pasto al giorno a chiunque si fermerà nelle postazioni e sceglierà di sostenere, con qualunque donazione, l'impegno della Comunità in favore di chi soffre. Chi volesse partecipare all’iniziativa collaterale per la divulgazione sul web potrà scattare una fotografia e postarla su Facebook o Instagram utilizzando #unpastoalgiorno2017 e #iosprecozero, gli hashtag ufficiali dell’evento: un ulteriore strumento per fare passaparola in rete e sostenere i progetti portati avanti dalla Comunità in 40 Paesi del mondo.

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