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2 Ottobre Ott 2017 1742 02 ottobre 2017

Dal 6 ottobre torna “EurHop! Roma Beer Festival”, la felicità in una pinta

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Dal 6 all'8 ottobre al Salone delle Fontane oltre 350 birre proposte da 40 birrifici italiani e 30 stranieri. Roma capitale anche della 'bionda' artigianale in arrivo da 14 Paesi di tutto il mondo

Se vi piace la birra artigianale, allora da cinque anni a questa parte Roma è una tappa obbligatoria. Dal 6 all'8 ottobre, infatti, torna al Salone delle Fontane “EurHop! Roma Beer Festival”, per l'edizione 2017. Ma non commettete il grave errore di paragonarlo all'Oktoberfest di Monaco di Baviera, perché gli italiani scelgono la tradizione e l'originalità. Italiani do it better, anche la birra artigianale. “Noi ricerchiamo la qualità al 100% con i piccoli birrifici indipendenti e artigianli, questa è la differenza con l'Oktoberfest”, che è il grande festival delle Sette Sorelle dell'industria mondiale della birra, spiega Marco Caria, uno degli organizzatori di “EurHop!”.

Domanda: E allora cos'è “EurHop!”?

Risposta: “Tutti dicono che siamo la risposta italiana all'Oktoberfest, ma a differenza loro ci siamo concentrati su una festa che avesse delle caratteristiche ben delineate, come originalità del prodotto e indipendenza del birrificio”.

D: In un'Italia in cui la ripresa è ancora nei numeri di macroeconomia, ma non nella quotidianità, è quasi da “folli” o ingauribili romantici organizzare un evento del genere. Siete “folli” o sognatori?

R: “Più di 10 anni fa ci siamo appassionati di birra artiginale e questo ci ha fatto capire che poteva esserci un mercato importante: non dimentichiamoci che vent'anni fa, in Italia, esistevano solo due birrifici artigianali, mentre ora sono più di 1.500. Quindi, oltre noi, anche altri 'pazzi' si sono buttati in questo mondo e per adesso possiamo dire di aver avuto ragione, viste le affluenze e i consumi in continua crescita. Oggi abbiamo un evento che attrae 17.000 persone all'anno...”.

D: Ci tolga una curiosità, con “EurHop!” si diventa ricchi, dunque?

R: (risata) “Eh no, non ci si diventa ricchi... Anche perché abbiamo creato un format che è molto dispendioso, visto che non fittiamo gli spazi ai birrifici, ma all'interno del Salone delle Fontane all'Eur abbiamo due maxi banconi da 45 metri l'uno dove noi montiamo gli impianti per la spillatura per creare una conformità dell'ambiente. E anche se è esoso, alla gente piace tantissimo”

D: Ok, d'accordo che piace a chi beve abitualmente birra, ma che feedback vi arrivano dagli artigiani che la producono?

R: “Fortunatamente dopo il primo anno di rodaggio, è andata sempre meglio e oggi 'EurHop!' è considerato l'evento dell'anno in assoluto. È stata una grande soddisfazione, poi, essere inseriti all'interno del circuito dei 10 migliori blog d'Europa”. Inoltre riusciamo a portare dall'estero tantissimi appassionati di birra e per questo alcuni birrai creano addirittura delle birre fatte apposta per essere presentate durante la nostra manifestazione, e quest'anno arriveranno pullmann dalla Grecia e dall'Inghilterra: tutto ciò fa onore all'Italia e alle birre italiane, perché senza esperienza né tradizione siamo riusciti a tirare fuori delle creazioni davvero fantastiche”.

D: Cioe?

R: “Per fare un esempio, in Germania, che ha una tradizione di oltre 700 anni e il mito della purezza, dunque l'obbligo di utilizzare solo i 4 elementi classici, è stata creata al massimo una decina di stili di 'bionda' differenti. Noi in pochi anni abbiamo creato uno stile tutto nostro, che si chiama 'Italian Grape Ale', che è una birra fatta con una parte del mosto del vino”.

D: Dopo aver consolidato la sua posizione in Italia, “EurHop!” guarda anche fuori dai confini del nostro Paese?

R: “Ancora non ci stiamo pensando ad andare all'estero, anche perché in Europa ci sono già eventi che vanno molto bene e hanno format diventati molto simili al nostro. Però fare un'altra data in Italia, magari a Milano, sarebbe bello”.

D: Dunque, possiamo dire che “EurHop!” va alla conquista dell'Italia?

“Piuttosto direi che Roma diventa capitale della birra artiginale europea per 3 giorni. Diciamo che vorremmo diventare come il Vinitaly di Verona”.

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Tornano a Roma malti e luppoli artigianali

La risposta italiana all’Oktoberfest arriva da Roma: dal 6 all'8 ottobre, a pochi giorni dal termine della storica manifestazione di Monaco, gli appassionati di birra artigianale si sono dati appuntamento al Salone delle Fontane dell’Eur. Saranno oltre 350 le birre che verranno proposte da 40 birrifici italiani e 30 stranieri e che arriveranno nella Capitale da 14 Paesi del mondo: oltre ai “tradizionali” Belgio, Olanda, Germania, Inghilterra, Scozia, Stati Uniti, verranno presentate anche vere e proprie 'chicche' da Danimarca, Austria, Polonia, Svezia, Norvegia e Estonia. L'Italia, padrona di casa del festival, vanta birrifici provenienti da nord a sud, passando per le isole: dal pugliese Birranova al molisano La Fucina; dal Birrificio di Cagliari in rappresentanza della Sardegna, al laziale Vento Forte e all'umbro Birra Perugia. Importante anche la componente del Nord Italia, come Extraomnes dalla Lombardia e Foglie d’Erba dal Friuli.

“L’Oktoberfest è una festa folkloristica, ma la qualità della birra non è eccellente”, spiega Luca Migliorati, uno degli organizzatori di EurHop!. “Qui – prosegue -, grazie all'esperienza di Manuele Colonna, il maggiore esperto italiano in questo settore, sono state selezionate solo birre artigianali di altissima qualità”.

Proprio nella Capitale, infatti, si concentra il 23% dei consumi nazionali di birra artigianale. E come accade nel campo della moda, anche per la birra ogni anno ha il suo trend: nel 2017 a farla da padrone sono state le birre alla frutta: dalle più ‘classiche’ con ciliegie e lamponi, fino a quelle con pesche di Volpedo, pere Burè Roca del Piemonte, frutto della passione, mele cotogne o pesche Merendella. Così, a EurHop, si potranno degustare tra le altre anche la Cherry Cheers del Birrificio Argo, realizzata con le pregiate ciliegie di Vignola; la Lady Peach di Brewfist, una Sour Fruit Ale invecchiata in botti di Chardonnay, creata con l’aggiunta di polpa di pesca; la 19”72 di Croce di Malto, una Apricot Rye Saison in cui le albicocche sono l’ingrediente principale.

Ma a dominare la scena sarà sempre e solo la fantasia dei mastri birrai, aspetto che i consumatori sembrano apprezzare, tanto da spingere la quota del consumo di birra artigianale al 3,7% del totale nazionale, con 500mila ettolitri prodotti ogni anno. Una crescita decisamente notevole per un settore che in Italia si è sviluppato solo negli ultimi dieci anni arrivando a contare oltre 700 microbirrifici, che salgono sopra i 1000 se si aggiungono i brew pub e le beer firm. Sono 4.700, infatti, le risorse impegnate direttamente nel settore; numero destinato a salire notevolmente se si aggiungono anche i dati dell'indotto: per ciascun posto di lavoro 'diretto' se ne stimano altri 29 indiretti.

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