Nomos e Caos

19 Marzo Mar 2015 1353 19 marzo 2015

MafiaMaps, l'App per "mapparli tutti"

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Sarà la più grande mappatura del fenomeno mafioso mai realizzata.

Le organizzazioni mafiose, i nomi di boss e affiliati, le inchieste, gli arresti, gli omicidi, le stragi, i beni confiscati, le associazioni antimafia, notizie ed eventi. Grazie a MafiaMaps, tutto questo sarà a portata di smartphone.

Un progetto ad altissimo potenziale di coinvolgimento, informazione e sensibilizzazione sul fenomeno mafioso in Italia, presentato per la prima volta durante la serata 'La Meglio Gioventù' alla Statale di Milano. A lanciarlo un gruppo di studenti ed ex studenti della Statale di Milano che si occupano del fenomeno tutti i giorni, dopo aver sostenuto gli esami in Sociologia della Criminalità Organizzata con il professor Nando dalla Chiesa.

L'hashtag #mappiamolitutti, scelto per diffondere MafiaMaps, sta già avendo successo su Facebook, Twitter e altri social.

Immagine di http://www.wikimafia.it/mafiamaps/

Ma il bello viene adesso: dal 21 marzo al 23 maggio sarà aperta la campagna di crowdfunding, necessaria per la realizzazione dell'App. Una grande sfida per tutti noi, una sfida in cui crediamo davvero e che a livello personale mi riempie di entusiasmo.

Di seguito l'intervista a Pierpaolo Farina, ideatore e fondatore di WikiMafia – Libera Enciclopedia sulle Mafie e MafiaMaps.

«Oggi quali sono gli strumenti per documentarsi sulla criminalità organizzata più 'influenti' su un pubblico esteso e quali criticità presentano?»

«Gli strumenti ci sono, solo che presentano diversi limiti. Nei siti d'informazione la qualità non sempre è tale da approfondire al meglio il fenomeno. Esiste Wikipedia ma non è di gran qualità; WikiMafia, la libera enciclopedia sulle mafie, da alcuni mesi usata anche come fonte da Wikipedia, ma ancora non è completa. Poi ci sono svariati libri, che però hanno un costo. Infine, gli atti giudiziari, che per la loro complessità non permettono al cittadino comune di fare rielaborazione critica».

«In che modo MafiaMaps supererà queste criticità?»

«MafiaMaps riprenderà tutto ciò che è stato studiato sul nenomeno mafioso e lo renderà 'pubblico', nel senso di accessibile a tutti. Faremo un lavoro che in realtà dovrebbe già fare lo Stato.

Ma non si tratterà solo di una mappatura: con MafiaMaps svilupperemo anche un contatto con associazioni e testate giornalistiche. Questo permetterà di ricevere notifiche sull'App, ogni volta che verrà pubblicata una notizia sulla mafia e quando si terranno gli eventi delle associazioni che aderiranno al progetto».

«Perchè il cittadino comune, anche non esperto di mafia, dovrebbe decidere di scaricare l'App?»

«Per un motivo semplice: tutti si lamentano di non conoscere i luoghi della criminalità organizzata. Vedendo però che questa si trova proprio sotto casa, la cosa cambia. MafiaMaps sarà un mezzo per semplificare l'accesso al fenomeno, senza però rinunciare alla qualità».

«Il materiale per sviluppare MafiaMaps c'è. Esiste al tempo stesso abbastanza consapevolezza da parte della società rispetto alla gravità del problema delle mafie in Italia?»

«La gente non è disinteressata. Solo che preferisce lamentarsi anzichè fare qualcosa di concreto contro il fenomeno mafioso. Noi daremo la possibilità di avvicinarsi all'impegno.

Non è che di mafia non si parli; piuttosto, si ragiona per stereotipi. MafiaMaps vuole sradicare questi stereotipi, contribuendo all'arresto di un fenomeno che vive di stereotipi sedimentati nella cultura».

«Veniamo al gruppo di lavoro: una ventina gli ex studenti di Sociologia della Criminalità Organizzata. Perchè sono proprio queste le persone giuste per portare avanti il progetto?»

«Sono state selezionate le migliori persone conosciute a Milano, anche per una questione di semplicità della formazione del team. Alla Statale abbiamo condiviso un percorso di studio ed esperienze sul fenomeno mafioso. Il background in comune è il corso di Sociologia della Criminalità Organizzata del professor Nando dalla Chiesa».

«Qual è l'obiettivo del crowdfunding? Se dovesse funzionare cosa verrà dopo?»

«Per arrivare a una prima versione dell'App nella primavera del 2016 ci servono almeno 100mila euro, cioè 4200 utenti che donino 25 euro, ad esempio. Il costo dell'App sarà di 99 centesimi ma vorremo poi renderla gratuita. Costruiremo il più grande database sul fenomeno mafioso.

Se dovesse funzionare penseremo a estendere la mappatura all'Europa...cominciamo prima dall'Italia però!»

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