Nomos e Caos

4 Luglio Lug 2015 1117 04 luglio 2015

L'impegno che si chiama 'Masseria'

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Poco è stato lasciato al caso nelle centinaia di migliaia di euro di danni.

L'impianto elettrico è fuori uso, i cocci delle più importanti tegole dei tetti sono ancora in cortile, mancano i lampadari e gli arredi, i muri sono crepati e spesso infiltrati, molte piante ed erbacce crescono a caso, in mezzo allo sporco e al degrado.

Ma a chi ci mette piede per la prima volta, La Masseria di Cisliano presenta anche alcuni evidenti segnali della ex presenza mafiosa, come gli ingressi su due diverse strade e la grande sala interrata dove venivano pestate le vittime inadempienti dell'usura.

Se alcuni giorni fa ho potuto girare senza problemi diverse zone dell'ex ristorante – bar della 'ndrangheta, è merito del lavoro dei miei compagni di Libera e dei volontari di tante altre realtà che hanno scelto di darsi da fare per riportare il bene confiscato a un livello minimo di civilità.

Dal 13 maggio infatti, i 10 mila metri quadri di proprietà della famiglia Valle sono presidiati in modo permanente.

Il motivo? Fare in modo che il bene confiscato non venga ulteriormente danneggiato e vandalizzato. Perchè prima della confisca, avvenuta il 14 ottobre del 2014, sarebbe bastato davvero poco per restituire La Masseria alla collettività, con un progetto di riutilizzo sociale adatto a promuoverne la produttività. E invece, subito dopo la confisca definitiva, i cancelli sono stati rimossi: un chiaro lasciapassare a chiunque avesse voluto andare a La Masseria per portarsi via qualcosa o per vandalizzarla. Da lì in poi, è bastato qualche mese per fare oltre 500 mila euro di danni.

Ed è qui che Libera, il Comune di Cisliano, la Caritas, tante altre associazioni e singoli cittadini sono scesi in campo.

Come afferma il referente regionale di Libera Lombardia, Davide Salluzzo, «stavamo assistendo alla distruzione di questo patrimonio giorno dopo giorno. Non si poteva più rimanere a guardare ma dovevamo accelerare il periodo tra la confisca e l'assegnazione del bene, seppur provvisoria». Assegnazione che, cominciate le attività di presidio permanente, è avvenuta il 24 maggio, cioè in soli 12 giorni, e che oggi consente al Comune di Cisliano il comodato d'uso gratuito.

Farsi avanti in modo semplice, ma con impegno e passione. Studiare prima di un esame, fare dei piccoli lavori manuali, tagliare l'erba, pulire una parte che ancora non è stata pulita, riordinare, dedicarsi alle piante, parlare di 'ndrangheta al nord e di beni confiscati, l'importante è esserci.

Perchè quella de La Masseria è una storia emblematica. E' la storia di una enorme proprietà che, in un comune di nemmeno 5 mila abitanti, è stata prima roccaforte della 'ndrangheta e poi quasi distrutta, in pochi mesi e sotto gli occhi di tutti.

«Avrebbe potuto essere l'espressione massima del fallimento della confisca o il più grande esempio di successo. – sostiene Leonardo La Rocca, referente provinciale di Libera per i beni confiscati, e continua – Proprio su questo Libera ha deciso di scommettere sè stessa».