Nomos e Caos

19 Luglio Lug 2015 1551 19 luglio 2015

Emanuela Loi, una giovane donna da commemorare

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Paolo Borsellino, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina ed Emanuela Loi. Ancor prima di essere custodi di giustizia e verità, quelle che morirono ventitré anni fa per mano della brutalità mafiosa erano persone comuni. Persone con i loro pregi e difetti, con i loro sogni e le loro preoccupazioni, con i loro amori e i loro progetti, persone con le loro vite.


La storia di Emanuela Loi, raccontata dalla sorella Claudia e raccolta nelle pagine de “L'altra storia” di Laura Anello, è quella che più di tutte mi ha toccato. E' la storia di una ragazza di ventiquattro anni “bella, innamorata della vita, una cascata di riccioli biondi”, come viene descritta nel libro della Anello. Una vitalità che si coglie per intero guardando una delle sue più famose foto, quella che la ritrae sorridente e fiera di indossare la sua divisa da poliziotta, così descritta dalla sorella Claudia: "Quella è l'immagine del giuramento, nel settembre 1989, a Trieste. Manuela era proprio minuta, e le veniva tutto enorme: la camicia, la gonna, il berretto, la cravatta. Era mia madre a prendere ago e filo e a metterle gli abiti a misura. Ma la sua divisa, quella risistemata e accorciata, quella con il suo profumo, non è più tornata a casa. La chiedemmo alla polizia e ce ne mandarono una qualsiasi, solo il basco forse era il suo”.

Voglio rendere omaggio a Emanuela, voglio ricordarla e commemorarla ogni giorno. Non solo perchè è stata la prima donna in Italia affidata al servizio di scorta, e la prima a morire in servizio, ma perchè assieme alle altre vittime delle stragi di mafia e terrorismo, e assieme a chi fino a oggi ha pagato con la vita per difendere lo Stato e i valori democratici, è un esempio, grande e semplice allo stesso tempo; l'esempio di una donna giovane, quanto me, mia sorella, o la mia migliore amica, che ha semplicemente svolto il suo dovere fino in fondo senza mai tirarsi indietro, nemmeno quando la sorte l'ha mandata a Palermo.