Nomos e Caos

24 Luglio Lug 2015 1823 24 luglio 2015

La Cleprin, una grande azienda

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«Noi non vogliamo elemosine, non vogliamo che i nostri prodotti vengano comprati solo perché siamo l’azienda anti camorra. La gente deve sceglierci perché i nostri prodotti sono i migliori».

Sono stati il coraggio e l’imprenditorialità a rendere la Cleprin un esempio per la Campania, per l’Italia e per il mondo. Esempio del rifiuto della mentalità mafiosa, esempio del disprezzo della ‘zona grigia’, quel confine tra ciò che è legale e ciò che non lo è, esempio di chi lavora e vive sulla propria terra a testa alta, con onore e dignità.

Ricordo ancora quel pomeriggio di Università Itinerante che ha portato me e i miei compagni di studio giù in Campania a Sessa Aurunca, nei terreni della cooperativa ‘Al di là dei sogni’. E’ stato lì che abbiamo incontrato diversi imprenditori anti camorra, tra cui il presidente della Cleprin Antonio Picascia. Saremmo stati ore e ore ad ascoltarli, perché non può che essere così di fronte a certi racconti.

La Cleprin, azienda leader nel settore chimico, entrò nel mirino del clan Esposito. La richiesta era chiara: Antonio avrebbe dovuto assumere il fratello di uno dei boss. Dopo il rifiuto di Antonio partirono le minacce ma, di nuovo, Antonio non cedette e denunciò i camorristi, arrivando a farli arrestare.

Questa notte, dopo la visita di ieri da parte del presidente dell’Anac Raffaele Cantone, la Cleprin è andata a fuoco. Il rogo – le cui cause sono ancora da accertare ufficialmente - ha portato via con sé quasi tutto, come si vede nel video diffuso da Bigbrother Ambiente.

Un fatto che lascia l’amaro in bocca ma che non può fermare la Cleprin e il suo esempio. Perché l’Italia ha tremendamente bisogno di aziende così. Per esprimere la mia solidarietà e la mia più sincera stima ad Antonio e all’azienda intera voglio utilizzare le parole postate su Facebook da Francesco Terragno, mio collega di studi alla Statale di Milano e, qualche mese fa, compagno di viaggio in Campania: “Chiunque come me abbia avuto la fortuna di conoscere quel Signore non può dimenticarne la gentilezza, il coraggio, l'amore per il proprio lavoro e per il proprio territorio. Chiunque come me abbia avuto la fortuna di conoscere quel Signore, oggi non può non avere un groppo in gola, e rivolgergli un pensiero di vicinanza e di solidarietà. Forza Antonio, ti abbraccio forte, e sono certo di poter parlare anche per gli amici di Unitinerante - Università degli Studi di Milano”.