Nomos e Caos

27 Luglio Lug 2015 1457 27 luglio 2015

Via Palestro: impegno per la memoria

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Via Palestro, una Fiat Uno che esplode, dodici feriti e cinque vite spezzate. Sono quelle dei vigili del fuoco Carlo La Catena, Sergio Pasotto e Stefano Picerno, del vigile urbano Alessandro Ferrari e del venditore ambulante Driss Moussafir. Anche il centro di Milano si riscopre dilaniato dal tritolo mafioso degli anni Novanta.

Oggi, a distanza di ventidue anni, commemoriamo le vittime di via Palestro, attentato che si inserisce nella stagione delle stragi di Cosa Nostra.

Commemorazione che avviene a poche ore dal ritrovamento di diverse scritte in giro per la città in cui viene elogiata l’omertà e ci si scaglia contro il 41 bis, il sindaco Pisapia e l’assessore Maran. Un episodio grave, che dovrebbe raccogliere lo sdegno di tutti i milanesi, anche di quelli che nel 1993 ancora non c’erano. Perché certe cose, tanto più se fatte alla vigilia di una commemorazione, offendono la storia e la memoria di una città intera.

Milano però non può fare memoria solo durante le ricorrenze ufficiali: deve farlo tutti i giorni. Perché anche se fino a qualche anno fa alcuni politici dichiaravano pubblicamente che la mafia a Milano non esiste, la ‘ndrangheta nel capoluogo lombardo e nel suo hinterland ha messo radici, investendo nei più svariati settori, dal movimento terra al divertimento notturno, dalla ristorazione ai ‘compro oro’, dal gioco d’azzardo alle grandi opere.

Ed è per questo che noi cittadini, assieme alle istituzioni politiche, alla scuola, all'università e alle associazioni, dobbiamo rimanere vigili, informarci, fare domande (e questa volta anche segnalazioni per eventuali nuove scritte pro-mafia), riflettere, impegnarci e indignarci di fronte alle infiltrazioni della criminalità organizzata nella nostra economia e nel nostro tessuto sociale. Fare memoria è anche questo.