Nomos e Caos

4 Novembre Nov 2015 0831 04 novembre 2015

Peace Palace, il meglio di ogni Stato racchiuso in un palazzo

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Finora lo avevo solo visto da fuori il Palazzo della Pace, attraverso la cancellata nera e oro donata dalla Germania nel 1911. Un edificio raffinato e al tempo stesso imponente che, vicino alle ambasciate e alle organizzazioni internazionali, è da oltre un secolo emblema de L'Aia, la Città Internazionale per la Pace e la Giustizia.

Oggi sede della Corte Internazionale di Giustizia (CIG), della Corte Internazionale per l'Arbitrato, della Accademia di Diritto Internazionale de L'Aia e di una biblioteca di primo livello, il Vredespaleis (come si dice in olandese) fu costruito nel bel mezzo di una delle più grandi contraddizioni nella storia delle relazioni internazionali: la celebrazione della pace e lo scoppio della Prima Guerra Mondiale.

Perchè all'inizio del Novecento il Peace Palace voleva essere la prova tangibile della buona volontà degli Stati nel mantenere rapporti pacifici e amichevoli. Buona volontà dimostrata donando il meglio che si potesse offrire, per la realizzazione dell'edificio oggi gestito dalla Carnegie Foundation. Ed è così che, per citare alcuni esempi, l'Italia ha donato il Marmo di Carrara per i pilastri, la Norvegia e la Svezia il granito, la Svizzera la torre dell'orologio, l'Argentina la statuta del 'Cristo delle Ande', il Giappone la raffinatissima seta lavorata a mano, gli Stati Uniti la statua 'Pace attraverso la Giustizia' e la Russia il vaso in diaspro da tre tonnellate. Un anno dopo l'inaugurazione però, lo scoppio della Prima Guerra Mondiale stralciò completamente quella ricerca di pace tanto ostentata dagli Stati - per lo meno a parole, considerando che le relazioni internazionali non andavano proprio in quella direzione.

Ma aldilà delle vicende storiche, il fascino senza tempo del Palazzo della Pace rimane l'ideale di pace che c'è alla sua base e che si può vedere in ogni singolo dettaglio, dai colori chiari della facciata, dai raggianti soffitti oro e turchese, dai motivi floreali custoditi nella seta giapponese, dalla scritta nel marmo del pavimento della hall principale, 'Sol justitiae illustra nos', e dal dipinto del francese Albert Besnard ‘La Paix et la Justice', dove la dea della pace Irene tenendo un un bambino in braccio sta in piedi in mezzo a due guerrieri che smettono di farsi la guerra.

C'è molto altro da ammirare al Peace Palace, che rimane senza dubbio una chicca nella città olandese. Un consiglio a expats e turisti è quindi di controllare sul sito https://www.vredespaleis.nl/index.php?pid=&page= quali sono le date di apertura al pubblico.