Nomos e Caos

14 Aprile Apr 2016 1232 14 aprile 2016

Titanic, perchè mi colpisce?

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Me lo hanno chiesto tante volte: "Perchè sei così appassionata di Titanic?".

Me lo sono chiesto anch'io. Per quale motivo fin da bambina ho iniziato ad appassionarmi a questa storia tanto da aver letto libri, cercato testimonianze di sopravvissuti, film, cartoni animati e documentari, e visto il film di Cameron tante volte da conoscerlo a memoria?

Ve lo spiego oggi, centoquattro anni dopo quella terribile notte tra 14 e 15 aprile 1912.

Prima di tutto, Titanic non è un film. Non è una struggente storia d'amore senza lieto fine, né tanto meno un film vincitore di undici Oscar (che rimane comunque il mio film preferito).

Quella del Titanic è una storia vera e umana. Coppie e famiglie di ogni ceto sociale, che dalla divisione 'per classi' degli alloggi e degli spazi comuni del transatlantico, si sono ritrovate a condividere lo stesso tragico e assurdo destino. Una tragedia che va conosciuta, proprio perchè come una calamità naturale, un'epidemia o anche una guerra, ha coinvolto tutti i livelli della società, infrangendo improvvisamente vite, amori, speranze e futuro. I personaggi del colossal di Cameron sono i primi volti a cui pensiamo quando parliamo dei passeggeri e dell'equipaggio del Titanic, ma quanti Jack e quante Rose hanno vissuto quel disastro?

In un contesto di ricerca e propensione verso il lusso e la tecnologia tipico della Belle époque poi, la vicenda del Titanic ha mostrato in modo tremendo fino a che punto l'errore umano, l'aspirazione all'“onnipotenza”, la natura e l'imprevisto, possano essere distruttivi, anche per l'“inaffondabile” transatlantico, per “la nave dei sogni” e i suoi più facoltosi passeggeri. Da questa prospettiva, una tragedia di inizio Novecento finisce per generare una riflessione senza tempo.

Mettendo insieme elementi che spaziano tra la dimensione emotiva, il contesto storico e sociale, i risvolti politici ed economici che si sono sviluppati anche fino a poco tempo fa, la vicenda del Titanic fa emozionare e riflettere al tempo stesso, anche grazie al talento di chi l'ha fatta conoscere a livello cinematografico, letterario e documentaristico. Ed è per questo che ne sono così appassionata e continuerò a esserlo.