Nomos e Caos

1 Agosto Ago 2016 1930 01 agosto 2016

"E' già un anno che son qui?"

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Le rotelle di due enormi valigie tagliavano l’asfalto cocente di Milano. Un giubbino leggero legato in vita, che mi sarebbe servito non appena atterrata ad Amsterdam. La porta di un aereo aperta di fronte a un cielo grigio e dentro di me una pioggia di emozioni contrastanti: un anno fa cominciava in Olanda un nuovo capitolo della mia vita.

Ci è voluto un po’ ad abituarsi a un Paese del Nord e non nascondo di aver rimpianto la mia Italia, qualche volta. Infatti, non è stato facilissimo stare lontana da casa nei primi tempi: nuovi luoghi con cui familiarizzare, nuove persone da imparare a conoscere e abitudini da inserire nella quotidianità; il tutto cominciando un lavoro che non ero nemmeno completamente sicura di saper fare.

Ma dopo le prime incertezze a subentrare sono stati l’impegno, la determinazione e la voglia di non sentirsi più “quella nuova”.

Un approccio che ha pagato, rendendo positivo il bilancio di questo mio primo anno quaggiù, ma che da solo non sarebbe comunque bastato. Di fatti, devo tantissimo al bagaglio con cui sono partita: il supporto della mia famiglia e dei miei amici, la formazione e l’esperienza lavorativa accumulate in Italia. E poi, anche a chi da qui mi ha sostenuto sia sul lavoro che al di fuori.

Mio padre dice sempre che una delle più grandi sfide è riuscire a vivere con le persone giuste, in un posto che piace, svolgendo un lavoro che gratifichi. Forse, a fasi alterne, io un po' ci sono riuscita qui - anche se questo Paese per diversi aspetti non mi piacerà mai come l'Italia, e le persone che ci sono a casa qui non ci sono. Dopo 12 giri di calendario da quella giornata grigia infatti, oggi mi guardo attorno e sorrido se penso alle amicizie strette in mezzo a tante nuove conoscenze, so quali sono i miei luoghi preferiti di questa nazione, e quando spengo il PC in ufficio so che nelle ore precedenti ho imparato qualcosa di nuovo. E mi sento grata verso chi mi incoraggia da sempre.

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