Nomos e Caos

1 Settembre Set 2016 2051 01 settembre 2016

Caro Ministro, non è di sensibilizzazione che abbiamo bisogno

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Tra familiari e conoscenti ho già visto diversi ragazzi diventare mamme e papà. E anche all'estero ho visto tante giovani coppie con uno o più figli. Chi ci prova in Italia però lo ammiro un po' di più.

La genitorialità giovane è una strada difficile da percorrere nel nostro Paese, anzi difficilissima. In un momento di crisi del lavoro e incertezza esasperata come questo, dove il precariato e la disoccupazione sono per molti la realtà con cui fare i conti, avere un figlio entro i trent'anni diventa quasi un sogno proibito.

Il punto non è scegliere di avere un figlio ma essere in grado di poterlo mantenere dignitosamente: che non significa poterlo viziare ma piuttosto poterlo mandare all'asilo, poter stare a casa dal lavoro o pagare una baby-sitter se si ammala, e in generale non fargli mancare nulla di importante per la sua crescita.

Non serve andare lontano per rendersi conto del problema, anzi, basta fare degli esempi, esempi di situazioni reali, che noi giovani viviamo per davvero. Già solo una coppia, dove uno dei due sta ancora cercando lavoro decente, nella maggior parte delle ipotesi un bambino non potrà mantenerlo. Mettiamo anche caso che due ragazzi sotto i trent'anni abbiano già entrambi un buon impiego, molto probabilmente ci sono arrivati passando di stage in stage, dopo essersi pagati gli studi, e senza aver avuto la possibilità di risparmiare qualcosa per il futuro. Una coppia più fortunata invece può magari contare su due buoni lavori e un gruzzoletto, solo che lì deve scegliere se fare un figlio o se comprarsi una casa.

Alla fine, in sostanza, le coppie giovani che possono già pensare a un figlio sono spesso quelle che hanno già un buon lavoro e delle famiglie che possono dare una mano (sempre meno, dato il preoccupante livello di impoverimento delle famiglie italiane), sia nella quotidianità che sul piano economico.

Quindi caro Ministro Lorenzin, prima di lasciarti andare a wannabe “campagne di sensibilizzazione”, prova a immedesimarti anche solo per un momento nelle tante giovani italiane non figlie di papà, che si fanno in quattro per avere un lavoro stabile entro i trent'anni. Fatto questo, forse capirai che non è di sensibilizzazione che abbiamo bisogno.

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