Non lavorare stanca

29 Maggio Mag 2012 1950 29 maggio 2012

"Quei lavoratori non sarebbero dovuti essere lì"

  • ...

Terremoto Emilia: operai piangono per la morte dei loro colleghi.



Pensavano che il peggio fosse finito. E il 29 maggio, quando la terra ha di nuovo tremato, erano tornati al lavoro per scongiurare la chiusura dell'azienda. Perché anche loro, i sei operai che oggi sono morti in Emilia Romagna, a Mirandola e Medolla, nel modenese, sapevano di essere rimasti soli.
Dopo il terremoto del 20 maggio, il vero campanello di allarme era suonato all'udire le promesse del governo: 50 milioni di euro e sospensione dell'Imu. Nulla se confrontato con la quantità di macerie da rimuovere.
Briciole davanti alle commesse che le aziende rischiavano di perdere se la produzione non fosse ripartita al più presto. E così tutti in Emilia si sono rimboccati le maniche per non perdere il loro tesoro: il lavoro. "Se aspettiamo gli aiuti dello Stato qua chiudiamo", dicevano in questi giorni imprenditori e lavoratori, sfiduciati e scettici.
Solo a una cosa hanno creduto, a quel certificato di agibilità rilasciato all'azienda dai tecnici.
"Quei lavoratori non sarebbero dovuti essere lì", ha detto oggi il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. Forse quei tecnici non sarebbero dovuti essere lì. E soprattuto, ora dove sono?

Correlati