Non lavorare stanca

20 Giugno Giu 2012 1152 20 giugno 2012

La Fornero e la lotteria dell'esodato

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Esodati: i conti non tornano



Rulli di tamburi, la dea bendata Elsa Fornero ha estratto dalla ruota nazionale del lotto del 20 giugno 2012 il numero: 62.
Potrebbe essere infatti 62 anni l'età oltre la quale si potrebbe avere diritto alla salvaguardia del Governo e alla possibilità di andare in pensione con le vecchie regole.
È questo l'ultimo numero dato dalla dea bendata, in arte ministro del Lavoro, secondo quanto emerge dalla sua informativa alla Camera a proposito dei lavoratori da tutelare oltre a quelli destinatari di accordi collettivi.
Ma prima di dichiarare ambo, terno o cinquina e andare a ritirare la vincita, ovvero l'ambita pensione, si consiglia ai cittadini italiani di aspettare la prossima estrazione della lotteria dell'esodato. I numeri potrebbero cambiare. Così come i diritti.
Basta vedere le ultime estrazioni per capire che se la fortuna è cieca, anche la Fornero non ci vede proprio benissimo. Dopo la riforma delle pensioni le diottrie hanno infatti iniziato a calare e contare gli esodati è diventato sempre più difficile.
A dicembre 2011, per il ministro erano 65 mila, quando già Cesare Damiano, ex ministro del Lavoro e capogruppo del Pd nella Commissione lavoro alla Camera, dichiarava che erano 357 mila. Tra esodati e mobilitati, i conti non tornavano. Già da allora erano cinque volte tanto quelli previsti dal governo.
Ma visto che quel numero era condiviso dai sindacati, meglio non fidarsi, ha pensato il ministro. Basta con questi totem. Meglio aspettare i numeri dell'Inps.
Quando però la relazione dell'ente previdenziale ha messo nero su bianco la cifra di 400 mila, la dea bendata si è tolta la benda e ha iniziato a inveire anche contro l'Inps: "Dati parziali e fuorvianti".
Niente da fare, quindi, altro giro di ruota. Al massimo sono 120 mila quelli protetti dal governo. Così ha riferito il ministro il 19 giugno in Senato: ovvero a quei 65 mila già inclusi nel decreto firmato nei giorni scorsi dovrebbero aggiungersene altri 55 mila.
Sarebbe sbagliata quindi anche la relazione della Fondazione studi dei consulenti del lavoro che ha confermato le cifre date dall'Inps sostenendo che gli esodati non sono meno di 370 mila. Fornero è peggio di San Tommaso, se non vede non crede. Toccherà allora aspettare che sia lei a contarli uno per uno?
Intanto la ruota continua a girare. Per il lavoratori "meno anziani" che restano esclusi dalle garanzie previste, il governo - ha annunciato Fornero il 19 giugno - avrebbe pensato a un "mix di misure" che vanno dall'estensione del trattamento di disoccupazione a formule di sostegno dell'impiego con incentivi contributivi e fiscali o la partecipazione volontaria a lavori di pubblica utilità.
Insomma piccoli premi di consolazione per chi non vince alla lotteria dell'esodato.  Perchè in uno Stato di diritto oggi anche vedersi riconosciuti i propri diritti è una questione di fortuna.
Può sempre arrivare una legge
e cancellare quello che pensavi fosse una certezza. E il tutto può succedere così in fretta da sembrarti un incubo, che prima o poi ti stancherai di raccontare.
La ruota gira, l'esecutivo ha tempi stretti e vorrebbe anche approvare la riforma del mercato del lavoro entro il Consiglio europeo del 28 e 29 giugno. Non c'è tempo per contare quante "boiate", così le ha definite il neo presidente di Confindustria Squinzi, contenga quella riforma.
Tanto anche le boiate si dimenticano in fretta. A volte basta mettere un voto di fiducia per cancellare le obiezioni. E comunque in uno Stato di diritto c'è sempre la possibilità di fare una legge per trasformare le boiate in ideone.

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