Non lavorare stanca

31 Ottobre Ott 2012 1030 31 ottobre 2012

Le morti bianche, la Fornero e la buona fede

  • ...

Fornero invita gli ispettori del ministero del Lavoro a valutare la buona fede.



Il 30 ottobre, il corpo di Claudio Marsella, operaio di 29 anni dell'Ilva di Taranto, è ancora caldo.
Ancora non si sa con certezza se è rimasto schiacciato dal locomotore o è caduto dalla piattaforma della motrice urtando il torace contro i respingenti di un vagone
E ancora il ministro Fornero parla senza rendersi conto che le sue parole pesano come macigni.
L'ennesima tragedia, che porta in meno di 20 anni a 45 il numero delle morti bianche al siderurgico tarantino, non basta a far tacere un ministro che anzichè manifestare il proprio cordoglio alla famiglia dell'operaio morto in fabbrica, parla agli ispettori del lavoro e dice che nello svolgimento della loro attività dovrebbero trovare "un difficilissimo equilibrio tra il rigore delle norme e la comprensione della buona fede".
La buona fede? Agli ispettori del ministero che devono fare rispettare la legge nei posti di lavoro per tutelare i lavoratori, il ministro parla di buona fede? Ebbene sì, secondo Fornero occorre valutare "se c'é la totale buona fede, anche se qualche volta non si rispetta la norma al 100%". Perchè "si deve distinguere tra buona fede e cattiva fede".
Ma come fanno gli ispettori che non sono certo sensitivi o psicologi a capire quando c'è la buona fede? Arrivano in azienda con la macchina della verità e testano la buona fede dell'imprenditore che non ha messo in sicurezza un macchinario o non ha fatto l'assicurazione al proprio dipendente? E poi dicono: massì non l'ha fatto per cattiveria era in buona fede?
"Come secondo il ministro un ispettore dovrebbe distinguere tra buona e cattiva fede?", ha chiesto anche il segretario confederale della Cgil, Serena Sorrentino. "Non si può chiedere agli ispettori del lavoro di chiudere un occhio e 'valutare la buona fede' rispetto alla necessità impellente di contrastare il lavoro irregolare".
Invece il 30 ottobre sembra proprio che a chiudere gli occhi sia stata Fornero. E dire che perfino il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, aveva espresso "cordoglio e vicinanza ai familiari dell'operaio morto stamani all'Ilva. Ogni vittima del lavoro", ha scritto in una nota, "è un lutto inaccettabile".
Parole che sarebbero dovute essere pronunciate da Fornero. Invece il ministro del Lavoro anche questa volta ha dato il meglio di sè in termini di sensibilità e ha preferito parlare di buona fede. Ai lavoratori che muoiono sul lavoro per ora rimane invece solo la fede. Quella nel Paradiso.

Correlati