Nuccio Altieri

20 Maggio Mag 2016 1302 20 maggio 2016

Tra “Brexit” e “Italexit” la verità è che l'Europa va cambiata

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L'Europa e i suoi trattati vanno cambiati, perché oggi la Ue non è più un'opportunità ma un problema. Il nostro Paese ha voglia di “Italexit”. Secondo un sondaggio diffuso nei giorni scorsi da Renato Mannheimer quasi la metà degli intervistati vorrebbe avere la stessa possibilità dei britannici. Potersi esprimere, attraverso un referendum, sulla permanenza nell’Unione europea. E’ il sintomo della diffusione del sentimento di disagio verso la Ue, (anche se poi solo il 38% voterebbe per separarsi da Bruxelles.

Io credo che il posto dell’Italia sia all’interno dell’Unione europea. I legami tra i popoli del Vecchio continente strutturano una comunità di valori e aspirazioni comuni. C’è poi il fattore economico. Il mondo globalizzato è dominato da giganti come Stati Uniti, Russia, Cina, India, Brasile. Enormi arene economiche in cui nessuno degli stati europei potrebbe fare da solo.

Il problema è che l’Europa così come la conosciamo oggi non va bene. L’attuale modello comunitario non è un vettore per la promozione degli interessi del nostro Paese. Potremmo fare un bel po’ di esempi: dall’incapacità di gestire l’emergenza migratoria, passando per un’inesistente politica estera comune in aree strategiche come il Medioriente e il Nordafrica e per le scellerate regole di bilancio imposte dalla Commissione a trazione tedesca, per arrivare alle assurde regole che consentono a prodotti di infima qualità di inondare i nostri mercati e le nostre tavole.

In questi mesi sono stati prodotti decine di report e studi sugli effetti della “Brexit”. Credo, però, che la lezione che arriva dalla Gran Bretagna vada oltre la valutazione dell’impatto di una possibile uscita di Londra dalla Ue. Il messaggio è: l’Europa va cambiata. David Cameron, un liberale autentico, ha fatto quello che compete a un leader politico: ha agito nell’interesse del suo Paese ed è riuscito a strappare a Bruxelles condizioni vantaggiose. L’Italia dovrebbe avere trovare la forza di fare lo stesso. Non con un singolo accordo ma attraverso un’azione politica che cambi i connotati a questa Unione sempre più distante dai cittadini e burocratizzata. Un’inversione di rotta, insomma. Basta accettare a testa bassa le attuali regole europee, basta norme che non fanno altro che raddoppiare il peso della burocrazia italiana. Non abbiamo bisogno di un referendum sull’”Italexit” ma di una nuova Europa.

Purtroppo tutti i segnali che provengono, ormai da mesi, dal governo ci dicono che l’attuale esecutivo, incentrato sullo schema della nostra Italia travestita da Fonzie, non sarà mai capace di portare aventi questa battaglia per il cambiamento.

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