Nuccio Altieri

26 Maggio Mag 2016 1756 26 maggio 2016

Briatore, il lido di lusso e la cultura anti-impresa del turismo ideologizzato

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Leggo sui giornali che Flavio Briatore aprirà un “lido extralusso” a Otranto e che così il Salento diventerà un “paradiso dei vip”. Parole che denotano una certa antipatia nei confronti di Briatore e del suo stabilimento definito “tempio del lusso”. In queste annotazioni mi sembra di scorgere, oltre all’antipatia per un personaggio che può piacere o meno, una specie di pregiudizio. Una sorta di sospetto collettivo e diffuso che accompagna gli imprenditori che investono e creano posti di lavoro nel settore del turismo.

Non mi interessa il nome di chi decide di avviare un’impresa nella mia regione. L’importante è che lo faccia, che si creino nuovi posti di lavoro e possibilità di sviluppo economico. Quella sottocultura, purtroppo troppo radicata nel nostro Paese, che vede nell’imprenditore che riesce nel suo mestiere un personaggio da guardare con sospetto è una zavorra pesantissima che frena l’Italia. Un sentimento anti impresa che trova la sua traduzione pratica nella pesante burocrazia, nell’eccessiva presenza dello stato e in una claustrofobica pressione fiscale.

Non esiste un modello di turismo buono e uno cattivo. Ci sono, invece, molteplici tipi di intrattenimento e di vacanza da offrire a tantissime diverse tipologie di turisti. A chi può spendere meno e a chi è disposto a sostenere spese maggiori. Ogni diversa offerta turistica va potenziata e incentivata. Possiamo davvero trasformare il settore turistico nel nostro 'petrolio' se sapremo metterci in competizione con altri paesi del Mediterraneo e del mondo che sono diventati “attraenti” anche per i turisti di fascia alta.

La Puglia ha conosciuto un enorme boom turistico ed è diventata la regione d’Italia che negli ultimi anni ha registrato a livello nazionale i maggiori trend di crescita nel settore. Tuttavia, come sottolineano il report dell’Istat sulle vacanze in Italia e lo studio della Banca d’Italia sull’economia pugliese, non si è stati ancora capaci di sviluppare una strategia per attirare i turisti che hanno maggiore capacità di spesa e quelli stranieri, ormai abituati a standard internazionali molto elevati.

Dobbiamo creare quelle condizioni affinché siano sempre di più gli imprenditori disposti a scommettere sul nostro turismo. Ben vengano gli investimenti di Briatore e le spese in Puglia degli ospiti del Twiga, basta a crociate ideologiche e illiberali. Non ce le possiamo più permettere.

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