Olimpia43

30 Luglio Lug 2012 1139 30 luglio 2012

Fede, Fabio, Tania e Francesca: una piscina di delusione

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Non c'è niente da fare: ogni sbronza, anche la più bella, ha i suoi postumi. Dopo la grande abbuffata di medaglie di sabato 28 luglio, la seconda giornata delle Olimpiadi può tranquillamente essere definita quella delle cadute clamorose e delle grandi imprese sfiorate.

Alla prima categoria si iscrivono di diritto almeno in quattro: Federica Pellegrini, Fabio Scozzoli, Tania Cagnotto e Francesca Dallapé. Diciamoci la verità, da loro ci aspettavamo una medaglia, che invece non è arrivata. Federica ha toppato in pieno la gara dei 400 stile libero, una distanza che probabilmente non è più la sua da qualche tempo, che patisce troppo, e in cui c'è una concorrenza spietata. Ha voluto strafare ieri, con un passaggio ai 200 più veloce del solito, per stare incollata alle migliori, ma poi non è riuscita nella sua consueta rimonta. Solo quinta, con il crollo nel finale, fuori dal podio, scarica dal punto di vista fisico e nervoso, pessimista anche per i 200, quella sì, decisamente la sua gara.

Anche Fabio Scozzoli è andato fuori giri per aver provato a seguire Cameron Van den Burgh, sudafricano di ottimo livello, certo, ma sorprendente nei 100 rana con il nuovo record del mondo. Altro crollo nel finale, negli ultimi 10, 15 metri, addirittura settimo alla piastra. Non può essere un buon risultato per uno che era arrivato alla finale col secondo tempo di qualificazione, e puntava con forza al podio in queste Olimpiadi.


Tania e Francesca hanno sbagliato un tuffo, solo uno, ma in modo piuttosto clamoroso, e hanno dovuto dire addio a un podio che era decisamente alla loro portata. In condizioni normali possono valere un argento, alle spalle delle cinesi, ma a Londra non sono riuscite a esprimersi al meglio, precedute dalla coppia americana e da quella canadese (rivale tradizionale e spesso battuta dalle nostre). La delusione sui loro volti era evidente alla fine. Tania, su cui pesa gran parte della sconfitta, ha un'altra occasione con la gara individuale, Francesca no. Peccato.


Chi invece si gode una medaglia a metà è Diego Occhiuzzi, sciabolatore napoletano, terzo in ordine gerarchico tra gli Azzurri, dietro Montano e Tarantino, in grado di rubare la scena ai due fuoriclasse. Aldo è stato battuto proprio da Diego negli ottavi di finale, Gigi è stato sfortunatissimo nel suo assalto dei sedicesimi, punito sul 14-14 da una falsa partenza che gli è costata il rosso, e dunque la quindicesima stoccata. Occhiuzzi invece è andato avanti: dopo Montano ha battuto lo statunitense Morehouse, in semifinale ha surclassato il rumeno Dumitrescu. L'occasione era quella di una vita, un podio già scritto con tre nomi impossibil da pronosticare alla vigilia, i grandi favoriti tutti fuori prima delle semifinali, Diego in finale contro l'ungherese Szilagyi, giovane e forte, ma non imbattibile, almeno sulla carta. Peccato che la finale non abbia avuto storia, che la medaglia d'oro di Szilagyi sia una delle più meritate che si ricordino, arrivata al termine di una gara dominata, contro qualunque avversario, mostrando una sciabola di altissimo livello, con una varietà di colpi pazzesca. Argento per Occhiuzzi, il risultato migliore di una carriera vissuta da affidabilissimo comprimario nelle prove a squadre, ma un pizzico di rimpianto resta.


Lo stesso che deve aver provato Fabio Fognini, che alla medaglia non si è nemmeno avvicinato, ma ha rischiato di far fuori al primo turno Novak Djokovic, fresco numero 2 del tennis mondiale dopo essere stato in testa al ranking per un anno e cinque giorni. Fabio ha vinto il primo set in un tie break lunghissimo, fermato dalla pioggia sul 7-7, per poi riprendere con i colpi decisivi di Fognini. Poi è uscito fuori Nole, che ha dominato secondo e terzo set, e vabbè...


Nel guado, a metà strada tra la delusione profonda e il rammarico per l'impresa sfiorata, Giorgia Bronzini, due volte campionessa del mondo di ciclismo su squadra, solo quinta alle Olimpiadi di Londra 2012. Ma la colpa, in questo caso, non è solo sua. La squadra intera ha sbagliato tattica, sottovalutando forse la fuga del quartetto di testa, poi diventato terzetto dopo la foratura della statunitense Olds. Giorgia è arrivata seconda nella volata di gruppo, un piazzamento che conta davvero poco. La sbronza c'è stata, i postumi pure... Ora la sfida è tornare a divertirsi presto, senza provare la nausea da medaglia troppo a lungo.

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