Olimpia43

31 Luglio Lug 2012 1228 31 luglio 2012

C'è il fioretto maschile, e io tifo per Baldo

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Non è bellissimo preferire un italiano a un altro, soprattutto quando sono in tre a potersi giocare, sulla carta, un oro olimpico. La squadra maschile di fioretto è forte quasi quanto quella femminile. C'è il campione del mondo e numero 1 del ranking mondiale, Andrea Cassarà, c'è Valerio Aspromonte, che con lui ha perso la finale per il titolo proprio a Catania, e c'è Andrea Baldini, che non viene da una stagione esaltante, ma è comunque un gran fuoriclasse, tre volte migliore d'Europa, una volta del mondo, per tre anni consecutivi, tra il 2006 e il 2009, dominatore del ranking.

Io tiferò per lui, e non solo perché con Cassarà ci ho tirato da ragazzo e le ho puntualmente prese (nella sua arma, il fioretto. Nella mia, la spada, ho vinto nell'unico incontro disputato, e ancora vado in giro a vantarmene). Nemmeno perché Valerio Aspromonte è veramente troppo bello, e questo non può che suscitarmi un pizzico di invidia. No, tiferò per Baldini perché la sua è una storia di caduta e rinascita, di chi ha subito una grande ingiustizia ma ha saputo riprendersi quasi tutto quello che gli avevano tolto.

A Pechino 2008 Baldini sarebbe dovuto andare da favorito, primo nel ranking, uomo, o meglio, ragazzo da battere. Aveva 23 anni è un sogno, frustrato per la positività al furosemide, un diuretico che di per sé non è dopante, ma può coprire la presenza di altre sostanze nell'organismo. Una vicenda sospetta solo per chi non conosce la scherma. Andrea ha sempre professato la sua innocenza, ha adombrato l'ipotesi del complotto, di qualcuno che voleva tenerlo fuori dai Giochi, perché troppo forte. Io gli ho sempre creduto, e ho i miei motivi per farlo. Nella scherma il doping è praticamente inesistente, perché sostanzialmente inutile, Andrea non puntava a vincere l'Europeo in cui è stato beccato, anzi, fosse stato per lui forse non l'avrebbe neanche tirato. Perché avrebbe dovuto bruciarsi quella possibilità? Questi e altri motivi mi hanno spinto a credere alla sua versione. Alcuni non si possono dire, vi basti sapere, però, che non sono l'unico a pensarla così.

Ma per il Cio, il sospetto è sufficiente. Baldini non fece le Olimpiadi, presentò ricorso, e a marzo, nove mesi dopo essere stato fermato, ricevette una squalifica ridicola, simbolica, di sei mesi già scontati. Praticamente una proclamazione d'innocenza. Anche il tribunale antidoping gli aveva creduto. Così tornò alle gare, cominciò a macinare successi in Coppa del Mondo da subito, stravinse gli Europei a Plovdiv, poi i mondiali ad Antalia. Poi, all'improvviso, un nuovo calo di prestazioni. Forse aveva esaurito la rabbia, e così è arrivato a Londra da numero 14 al mondo, scelto dal commissario d'arma Cerioni scavalcando le gerarchie del ranking, con Giorgio Avola, terzo alle spalle di Cassarà e Aspromonte, relegato al ruolo di riserva nella prova a squadre.

Un risarcimento per Baldini, che ha ancora un conto aperto con i Giochi, ed è decisissimo a chiuderlo. Per questo ho messo 10 euro sulla sua vittoria (la quota, 9, era piuttosto interessante), perché ci credo fermamente, come ci crede lui, il nostro Hurricane Carter, un Edmond Dantès italiano. Punito per qualcosa che non aveva fatto con la pena massima per uno sportivo. Il karma sta tutto dalla sua parte. Forza Baldo!

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