Olimpia43

31 Luglio Lug 2012 2154 31 luglio 2012

Nuoto, non ha fallito solo Federica

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Federica Pellegrini esce dall'acqua con il suo secondo quinto posto nell'Olimpiade di Londra. Fuori dal podio nei 400 e nei 200 stile libero, ma la colpa non è solo sua. Anche il fidanzato Filippo Magnini ha fallito la sua gara, i 100 stile libero, ed è rimasto fuori dalla finale insieme a Luca Dotto. Il ritornello è fin troppo scontato. Sì, vabbè, quei due, sempre lì a sbaciucchiarsi, a fare sesso prima delle gare, a pensare più alle copertine dei giornali di gossip che alle gare. Presi da un divismo che gli ha tolto ogni fame.

Troppo facile e banale come analisi, e, come spesso capita, sbagliata. Prima di loro c'era passato Aldo Montano. Perché l'Italia è così, finché sali in alto ti accompagna, poi quando le cose non vanno bene, ti lascia cadere da solo, e qualche volta ti dà pure una spintarella. La verità è che è tutto il nuoto italiano ad aver fallito l'appuntamento con Londra, e non può essere un caso. Qualcosa è andato storto nella programmazione, nella preparazione atletica. I nostri campioni sono arrivati al top della condizione agli Europei di Debrecen, per poi subire una flessione notevole nel momento decisivo.

Un flop dell'intero movimento, in cui tutti hanno le loro responsabilità: atleti, tecnici e dirigenti. Buttare la croce addosso a Federica Pellegrini è facile, ed è una tentazione enorme, specialmente per i tifosi, e per i giornalisti che vogliono cavalcare il loro sentimento. Ma è un errore, e segno di grande ingratitudine e mancanza di rispetto nei confronti di un'atleta che ha reso grande il nuoto italiano, stracciando record mondiali e collezionando medaglie mondiali e olimpiche, facendo ciò che mai nessuna italiana, prima e dopo di lei, è mai riuscita a fare.

Anche se le gare non si sono ancora concluse, la federazione deve interrogarsi sui perché del fallimento, ed evitare che ciò accada di nuovo. Perché Fede non si vuole ritirare, pensa solo a un anno di stop, ma c'è da costruire un futuro, ed evitare di buttare via i talenti emergenti, come quello di Ilaria Bianchi, che alla sua prima olimpiade ha centrato un quinto posto nel 100 farfalla che rimane, al netto delle aspettative, l'unica soddisfazione del nuoto italiano.

E allora sotto, a lavorare. A Rio mancano solo quattro anni.

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