Olimpia43

1 Agosto Ago 2012 1124 01 agosto 2012

Abouelkassem, l'ora dell'Africa e dell'Egitto

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Il primo podio olimpico totalmente extraeuropeo nella storia della fioretto. Il cinese Lei, oro, al centro. Abouelkassem, argento, a sinistra. Il sud coreano Choi, bronzo, a destra.



Un africano sul podio olimpico nella scherma non lo si era mai visto prima. Abouelkassem, fiorettista egiziano, ha compiuto una vera impresa a Londra, ampliando i confini geografici di uno degli sport in cui la tradizione conta di più. Argento, a un passo dall'oro, sconfitto solo in finale dal cinese Lei dopo aver eliminato tra ottavi e quarti il tedesco Peter Joppich e Andrea Cassarà, quattro titoli mondiali in due.

Un podio totalmente extraeuropeo per la prima volta nella storia del fioretto olimpico, completato dal sud coreano Choi, con il nostro Andrea Baldini quarto e deluso, un vero cambiamento epocale nella scherma. E Alaaeldin Abouelkassem è il miglior emblema di questa svolta. Nessuno l'avrebbe pronosticato sul podio, eppure non era lì per caso. Ottavo nel ranking mondiale (adesso è salito al quarto posto), oro ai mondiali giovanili di Baku nel 2010, due volte campione panarabo. Una sorpresa per la sua nazionalità, molto meno per il palmares di un ragazzo che, a 22 anni ancora da compiere, è già entrato nella storia dello sport e dell'Egitto.

Aladino ha sfregato la lampada, ha espresso un desiderio, e il suo genio personale l'ha esaudito. Emblema di un Egitto che dopo 58 anni di presidenti/dittatori (gli ultimi 30 targati Hosni Mubarak) ha iniziato il suo cammino verso la democrazia. Alaaeldin Abouelkassem come Mohamed Morsi, entrambi, a loro modo e nei loro ambiti, uomini della svolta, di un nuovo Egitto in cui i giovani si sono presi la parola senza alzare la mano e chiedere il permesso, e hanno deciso di non subire più, ma di iniziare a scrivere, in prima persona, la storia del loro Paese.

Il processo è ancora lungo, su Morsi e i Fratelli musulmani ci sono ancora dubbi e sospetti. Dovuti, forse, in gran misura a dei pregiudizi, come quelli che avevano accompagnato a Londra Abouelkassem. Lui ne è uscito alla grande, smentendo tutti, ci riuscirà anche il suo presidente? Per ora la realtà racconta che Morsi ha scelto come vice un copto e una donna. Simbolico forse, ma quanti l'avrebbero pronosticato alla vigilia? L'Egitto, quest'anno, sembra voler stupire il mondo. E almeno per ora ci sta riuscendo alla grande.

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