Olimpia43

5 Agosto Ago 2012 1633 05 agosto 2012

Attesa per i 100, io spero in Asafa Powell

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L'invasione di corsia che ha fatto rischiare la squalifica ad Asafa Powell.



Manca pochissimo. Alle 22.50 italiane otto incredibili sprinter si sfideranno per l'oro olimpico nei 100 metri. Nelle batterie dei quarti di finale, in cinque hanno destato impressioni particolarmente buone: Usain Bolt, Asafa Powell, Yohan Blake, Justin Gatlin e Tyson Gay.

Il primatista del mondo ha passeggiato, chiudendo in 10.09 in testa alla sua batteria. Gli altri hanno dato l'impressione di correre un po' di più, ma comunque sempre in grande scioltezza. In molti, prima dei Giochi, sostenevano che Bolt potesse essere battuto, come era già successo agli ultimi trials giamaicani, vinti da Blake. Anche io pensavo che la sua condizione non fosse delle migliori, ma dopo quel quarto di finale, forse, potrei aver cambiato idea.

Bolt è l'uomo da battere, e non sarà facile per nessuno. Blake ce l'ha nelle corde, Gay e Gatlin sono le speranze americane, Powell cerca l'acuto che può valere una carriera, e io ci credo. Così tanto da averci puntato sopra 10 euro (prima delle batterie era quotato a 34, ora è sceso a 17). Anche lui ha corso un primo turno in grande scioltezza, pure troppa. Per guardare il tabellone dello stadio ha perso di vista la pista, ha invaso la corsia di Churandy Martina poco prima del traguardo, e ha seriamente rischiato la squalifica.

Powell è l'uomo che per più volte (87) è riuscito a scendere sotto i 10 secondo sui 100 metri. Anche lui è stato primatista del mondo, ma ha sempre fallito i grandi appuntamenti, tradito dalla pressione. Qualcosa però potrebbe essere cambiato: l'attenzione non è più su di lui, gli occhi sono tutti sulla corsia dove corre Bolt, e stavolta non è nemmeno il maggior indiziato per battere l'uomo fulmine. Ai trials giamaicani era davanti a tutti prima di farsi male all'inguine. Ne ha tanto, e chissà che non possa sorprendere. La pensa così anche Maurice Green, una discreta autorità nel settore della velocità pura, e io spero abbia ragione.

Powell merita una grande soddisfazione per suggellare una carriera straordinaria ma molto meno vincente di quanto avrebbe potuto essere. Sui blocchi, stavolta, sarà un po' più leggero, e allora chissà... Forza Asafa!

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