Olimpia43

6 Agosto Ago 2012 1402 06 agosto 2012

Una lunga domenica di abbracci, lacrime ed emozioni

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Andrea Baldini, Andrea Cassarà e Giorgio Avola festeggiano l'oro conquistato nel fioretto a squadre.



Tutti contro tutti. Gli sport individuali vivono di rivalità spesso forti e accese, eppure non mancano i gesti di amicizia, stima e rispetto tra avversari. Tre abbracci hanno segnato la mia domenica olimpica, tre abbracci diversi e significativi.

In ordine di tempo, il primo è quello che ha avvolto tutti i ragazzi della squadra del fioretto, guidata da uno strepitoso commissario tecnico come Stefano Cerioni (per lui tre ori, un argento, un bronzo e un quarto posto in questa edizione dei Giochi, e il guaio è che potrebbe lasciare l'Italia) e vincente in finale contro il Giappone. L'abbraccio è scattato dopo la quarantacinquesima stoccata, piazzata da Andrea Baldini, una delle tante scelte azzeccate da Cerioni che l'ha preferito ad Avola per la prova individuale e a squadre a dispetto del ranking mondiale. Il primo a lanciarsi in pedana è stato Andrea Cassarà, Baldini l'ha prima fermato per stringere la mano all'avversario, poi l'ha accolto tra le sue braccia. Tra i due non scorre esattamente buon sangue dal 2008, quando il Baldo era qualificato per Pechino, Cassarà no, ma una vicenda di doping presunto (di cui ho già parlato qualche giorno fa) aveva sovvertito le gerarchie tra i due. L'abbraccio del 5 agosto forse non rimette tutto a posto, ma testimonia che per il bene della squadra si mettono da parte l'orgoglio e la rabbia.

Il secondo gesto che mi ha colpito è quello che ha visto protagoniste Francesca Dallapé e Tania Cagnotto. Mentre la seconda chiudeva la sua gara individuale dal trampolino tre metri finendo quarta per appena due decimi di punto, la compagna di sincro commentava sull'orlo del pianto in diretta su Sky. Ci ha messo pochissimo Francesca, ha poggiato cuffie e microfono e si è fiondata giù da Tania. L'ha raggiunta nella camera di chiamata, l'ha stretta forte, l'ha fatta piangere sulla sua spalla. Un altro bronzo mancato per pochissimo, un'atleta straordinaria che potrebbe chiudere una carriera ricca di soddisfazioni senza una sola medaglia olimpica. Tania non ha un gran feeling con i Cinque cerchi, un simbolo che si è portata appeso al collo a Londra, ma ha un'amica fantastica, e lo sa.

L'ultimo abbraccio è, se possibile, ancora più bello dei primi due, perché unisce un vincitore e un battuto. Usain Bolt e Yohan Blake, insieme sul traguardo dei 100 metri, primo e secondo, uniti sotto una bandiera e nell'amicizia. Yohan ci sperava stavolta, aveva battuto Usain ai trials, credeva di potercela fare anche ai Giochi, ma Bolt è ancora il più forte, e con grosso margine. Nessuna delusione per Blake, solo la soddisfazione per una gran gara, chiusa con un argento al collo ed eguagliando il suo personale, che è anche il quarto miglior tempo di sempre sulla distanza. Sorrideva Yohan mentre Usain faceva il guascone con i suoi soliti gesti d'esultanza, gli si è avvicinato e ha festeggiato con lui. Insieme correranno la 4x100, senza Powell infortunato, ma con Michael Frater e Nesta Carter. Sono i più forti, si divertono e vanno d'accordo. Che fortuna!

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