Olimpia43

7 Agosto Ago 2012 1228 07 agosto 2012

Sanchez e Liu, benedizioni e maledizioni olimpiche

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Le lacrime del campione olimpico Felix Sanchez sul podio di Londra.



Felix Sanchez, straordinario campione dei 400 ostacoli, già oro ad Atene 2004, che vince da outsider a Londra e piange a dirotto sul gradino più alto del podio. La foto della nonna sul petto, il suo ricordo nel cuore.

La volevo con me. Quando ha iniziato a piovere ho pensato fosse lei che piangeva dal cielo.

La nonna di Felix è morta nel 2008, poco prima che lui scendesse in pista per correre le batterie dei 400 ostacoli e difendere il titolo conquistato ad Atene. Voleva andarsene Felix, ma restò, gareggiò e venne eliminato subito. A 34 anni è arrivato a Londra con un conto aperto e la voglia di vincere ancora per lei, che l'aveva cresciuto nella consapevolezza di essere dominicano anche a New York e San Diego.

Per lei aveva scelto di correre sotto quella bandiera, rinunciando ai soldi e agli sponsor a Stelle e strisce, per lei voleva riprendersi l'oro più importante. E l'ha fatto. Una storia bellissima e commovente, di un uomo ritornato ragazzo, nei muscoli e nello spirito, per una sera.

Un feeling con le Olimpiadi che certamente non si può dire condivida Liu Xiang. Fenomeno degli ostacoli, anche lui, ma sulla distanza più breve, quella dei 110 metri. Campione olimpico ad Atene 2004, uomo più atteso nella sua Pechino, dove arrivò infortunato e si ritirò sui blocchi dopo una falsa partenza di un collega, in gran forma a Londra, tra i favoriti per l'oro, ma ancora una volta maledetto dalla sorte.

Liu ha centrato in pieno il primo ostacolo, un errore incredibile per un atleta con la sua tecnica superba, tanto da far pensare che ci fosse anche stavolta qualche problema fisico. Un sospetto che sembra confermato da un cerotto sul tendine, che ha ceduto e l'ha tradito.
Il cinese si è spostato su un lato, e mentre i suoi avversari già avevano concluso la loro gara, ha percorso il rettilineo saltellando su un piede, si è avvicinato all'ultimo ostacolo della sua corsia, l'ha baciato, e ha raggiunto il traguardo.

Liu Xiang accompagnato dal britannico Andrew Tunner e dallo spagnolo Jackson Quinonez dopo l'infortunio in batteria nei 110 ostacoli a Londra 2012.



Lì, ad aspettarlo, c'erano i colleghi. Hanno messo il suo braccio sulle loro spalle e l'hanno accompagnato sotto le tribune. Il rispetto, la stima, l'affetto per un campione straordinario e un uomo sempre straordinariamente corretto, un vero signore amato da tutti gli appassionati d'atletica. Per lui le Olimpiadi sono una vera maledizione.

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