Olimpia43

7 Agosto Ago 2012 2227 07 agosto 2012

Vanessa Ferrari senza bronzo per colpa di un regolamento ingiusto

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La delusione e le lacrime di Vanessa Ferrari dopo il quarto posto nel corpo libero alle Olimpiadi di Londra 2012.



Così, proprio, non avremmo voluto che finisse. Vanessa Ferrari in lacrime dopo aver scoperto di essere quarta nella prova del corpo libero. Non le è bastato un ottimo esercizio per andare a medaglia. Più difficile di quello della Mustafina, 14.900 come lei, ma con tre decimi di punto in più sull'esecuzione. Vanessa ha anche effettuato uno tzukahara avvitato piuttosto pulito, un salto all'indietro difficilissimo. Oltre a lei l'ha fatto solo Alexandra Raisman, medaglia d'oro per gli Stati Uniti.

Niente da fare per la Ferrari invece. Il regolamento olimpico non prevede medaglie ex aequo (non si capisce poi perché, visto che negli sport di combattimento ci sono addirittura due finali per il bronzo e nella boxe nemmeno una), e per spareggiare privilegia il voto dell'esecuzione. A mio avviso è ingiusto e controproducente per lo spettacolo. In questo modo si invitano gli atleti a portare esercizi più semplici, a togliere qualche difficoltà privilegiando la precisione. Se proprio deve esserci una scriminante in caso di parità, quella dovrebbe essere la nota di partenza, o magari, perché no, il punteggio ottenuto in qualificazione.

Si dovrebbe premiare il coraggio di un atleta che arriva a ottenere lo stesso punteggio di un avversario ma con un esercizio più complesso, nel quale sbagliare è più semplice. O la sua regolarità, nel corso di tutta la competizione. In entrambi i casi avrebbe vinto Vanessa, che lascia Londra con la consapevolezza di aver espresso nel complesso un corpo libero superiore a quello della Mustafina, ma senza medaglie. Per me questo non ha alcun senso.

Amo e odio gli sport coi giudici. Li amo per la loro bellezza e spettacolarità, per quella componente artistica che in altri sport manca. Li odio perché capita spesso di vedere penalizzato un atleta che ha dato tutto per raggiungere il suo obiettivo, e non sempre la colpa è sua. La questione qui però è diversa, è a monte, in un meccanismo che non premia il coraggio ma la prudenza.

«Ti sbatti per arrivare a medaglia poi arriva quella che parte con tre decimi in meno di te e ti frega il posto», ha detto Vanessa, che aveva già annunciato la sua volontà di ritirarsi dalle gare dopo Londra. Non ci resta che sperare che ci ripensi. Deve compiere 22 anni, è ancora giovane, e dopo anni di infortuni e delusioni è tornata a essere la straordinaria campionessa che era nel 2006, quando vinse il titolo mondiale nel concorso generale. Catalina Pomor ha vinto l'argento proprio oggi, a 25 anni, Vanessa ne avrà altrettanti a Rio de Janeiro, nel 2016. Il bello viene adesso e noi te lo chiediamo in coro: non mollare!

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