Olimpia43

12 Agosto Ago 2012 1931 12 agosto 2012

L'ultima giornata e la maledizione d'argento

  • ...

Il pugile Roberto Cammarelle deluso sul secondo gradino del podio olimpico.



L'Olimpiade è finita, e l'Italia l'ha chiusa quasi come l'aveva aperta. Quasi perché di medaglie ne sono arrivate cinque, esattamente come nella prima giornata di gare, ma è mancato il sussulto d'oro, e l'inno di Mameli non è suonato. Comunque in totale fanno 28, più di quante pronosticate dal Coni, con un preventivo forse molto prudente, tanto per evitare figuracce, ma che comunque confidava anche in Antonietta Di Martino e Alex Schwazer, che a Londra non ci sono andati per motivi ben diversi, e in Federica Pellegrini, che c'era, ma non ha lasciato il segno.

Il 12 agosto sono arrivate due sconfitte in altrettante finali, da pallanuoto e Roberto Cammarelle, due argenti che hanno un peso e suscitano sentimenti diversi. Brucia parecchio quello del pugile di Cinisello Balsamo, che sembrava avere in pugno la finale contro il britannico Joshua. Sopra di tre punti dopo le prime due riprese, Cammarelle doveva solo controllare quella che sarebbe stata la reazione rabbiosa dell'avversario. Nel terzo round Joshua ci ha provato con insistenza, impreciso certo, ma comunque è partito all'arrembaggio, in un finale che ha ricordato molto quello della semifinale tra Clemente Russo e l'azero Mammadov. I giudici hanno visto tre colpi in più, e sul 18-18 hanno assegnato l'oro al britannico per il maggior numero di colpi portati ma non andati a segno.

Un momento dell'incontro per l'oro tra Roberto Cammarelle e il britannico Anthony Joshua.



Comprensibile la rabbia di Cammarelle e dello staff tecnico per quella che è una scelta discutibile e soggettiva, esattamente come lo è stata quella che poche ore prima aveva assegnato l'oro nel taekwondo a Carlo Molfetta. Ricorso presentato e respinto, oro Gran Bretagna, argento Italia, con Cammarelle che così ha completato la sua collezione personale con l'unico metallo che ancora gli mancava dopo il bronzo di Atene e quello di Pechino.

I ragazzi del Settebello con l'argento olimpico conquistato a Londra 2012.



Il secondo posto della pallanuoto ha un sapore diverso, decisamente più dolce. Perché anche se è sfuggito un oro in cui era legittimo credere dopo le imprese contro Ungheria e Serbia. Ma la Croazia di Rudic era davvero di un'altra categoria, soprattutto in difesa. Il Settebello ha giocato una grande partita, con coraggio e orgoglio fino all'ultimo secondo, ma c'è di più. C'è una squadra che per il terzo anno consecutivo ha centrato una finale internazionale, dopo l'argento europeo nel 2010 e l'oro mondiale nel 2011, e, soprattutto, dopo anni di delusioni e batoste sonore.

La squadra italiana di ginnastica ritmica alle prese con nastri e cerchi.



Cammarelle e Settebello d'argento, lo stesso metallo che è clamorosamente sfuggito alle Farfalle Azzurre della ginnastica ritmica. Qualche sbavatura di troppo nella prova con tre nastri e due cerchi le ha relegate al bronzo, loro che avevano vinto gli ultimi tre mondiali, e che tra qualificazioni e finale erano sempre state dietro alla Russia, saldissime al secondo posto.

Cristian Savani e Luigi Mastrangelo, veterani della nazionale italiana di pallavolo, alzano al cielo la maglia di Vigor Bovolenta mentre ricevono la medaglia di bronzo a Londra 2012.



Un bronzo amaro, a differenza di quelli di Marco Aurelio Fontana nella mountain bike e dei ragazzi della pallavolo. Il primo ha chiuso la sua gara senza sellino della bici, ma ha difeso il suo posto sul podio dagli attacchi degli inseguitori. I secondi hanno vinto la loro finale per il terzo e quarto posto contro la Bulgaria, riscattando la brutta sconfitta nel girone alla quale avevano rimediato con l'impresa ai quarti di finale contro gli Usa. Sul podio sono saliti in 12 più uno. Coi ragazzi convocati da Berruto c'erano anche la maglia e lo spirito di Vigor Bovolenta, centro storico della Nazionale morto dopo un malore sul campo il 24 marzo. Un gesto bellissimo da parte di chi ha vinto una medaglia di bronzo dimostrando di avere un cuore d'oro.

Correlati