Olimpia43

13 Agosto Ago 2012 1231 13 agosto 2012

Italiani, guerrieri per sport

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I pugili Clemente Russo e Vincenzo Mangiacapre (primo e terzo da sinistra), e i taekwondoca Mauro Sarmiento e Carlo Molfetta (secondo e quarto).



Amanti delle armi, che siano archi e frecce, spade, sciabole, pistole o fucili. Bravi a menare, calci, pugni o prese, poco cambia. Individualisti per vocazione e quasi del tutto incapaci di fare squadra. Il ritratto degli italiani che esce dalle Olimpiadi di Londra 2012 è quello dell'ultimo popolo a cui vorrei appartenere. Fortuna che è solo sport, e io, nonviolento convinto, devo ammettere che gli sport di combattimento e le arti marziali mi piacciono parecchio.

Il parodosso di un Paese che nelle guerre vere ha storicamente sempre preso delle batoste pazzesche, anche quando alla fine si è seduto al tavolo dei vincitori, come nella Prima Guerra mondiale. Prenderle dai soldati stranieri è una condizione talmente naturale per gli italiani che le sconfitte sono entrate nel lessico comune più delle vittorie: si dice «è stata una Caporetto» mica  «una Vittorio Veneto».

Un Paese che non è più di navigatori, che ha disimparato ad andare a vela e comincia a perdere colpi anche con remi e pagaie (un argento nel canottaggio e il bellissimo oro di Daniele Molmenti nel Kayak slalom). Il vento non è più amico intimo di Alessandra Sensini, mentre le braccia di Josefa Idem, comunque straordinaria quinta a 48 anni, cominciano a essere stanche dopo tutti quei colpi dati all'acqua. A dire il vero sembra che, nonostante il mare ci circondi, non siamo più capaci nemmeno di nuotare, se non in acque libere appunto, con una splendida Martina Grimaldi.

Ma l'Italia è affondata anche negli sport di squadra. Non possono ingannare l'argento del Settebello e il bronzo della nazionale maschile di pallavolo. Il bilancio complessivo è decisamente negativo, con le ragazze del volley e del Setterosa eliminate ai quarti di finale, mentre calcio e basket nemmeno si sono presentate a Londra, passando lontanissime dalla qualificazione in campo maschile come in quello femminile.

Regge invece la tradizione della scherma e del tiro a volo. Sempre siano lodati Stefano Cerioni, le ragazze e i ragazzi del fioretto, ai vertici mondiali da un decennio a questa parte (per le ragazze il dominio è ben più lungo e duraturo. Benedetta sia Valentina Vezzali, che non solo ha vinto una quantità impressionante di medaglie olimpiche (cinque individuali in altrettante partecipazioni, con tre ori, un argento e un bronzo), ma ha anche stimolato la crescita delle più giovani, spronate dal confronto costante con la migliore al mondo. Elisa Di Francisca e Arianna Errigo sono le migliori al mondo, con Vale, anche grazie a Vale.

Le cartucce e i pallini sparati da Jessica Rossi, Massimo Fabbrizi, Niccolò Campriani, Luca Tesconi hanno colpito i bersagli come gli archi e le frecce di Mauro Nespoli, Marco Galiazzo e Michele Frangilli. E toglieteci pure le armi, tanto ci restano sempre i pugni di Roberto Cammarelle, Clemente Russo e Vincenzo Mangiacapre, i calci di Mauro Sarmiento e Carlo Molfetta, le prese di Rosalba Forciniti. Perché sappiamo pure menare, e anche bene, soprattutto nel Meridione.

Corriamo poco, è vero, ancora meno se Alex Schwazer si mette fuori gioco da solo, però in compenso saltiamo lunghissimi con Fabrizio Donato, e se solo ci fosse stata Antonietta Di Martino saremmo potuti arrivare ancora più in alto...

Abbiamo potenza e coraggio, come dimostrato da Marco Aurelio Fontana che ha conquistato un bronzo nella mountain bike pedalando gli ultimi due chilometri senza sellino, ma anche grazia ed eleganza, e basta guardare le ragazze della ritmica, Matteo Morandi, o le medagliate di legno Vanessa Ferrari e Tania Cagnotto.

Tutto sommato non è andata così male. Essere protagonisti in tante discipline è sempre un successo, al di là dei numeri espressi da un medagliere a tratti beffardo e taccagno. Si può e si deve fare di meglio, ci sono quattro anni di tempo prima di Rio. Ci piacerebbe che in Brasile, anche le squadre e il nuoto in piscina rispondessero presente.

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