Olimpia43

28 Agosto Ago 2012 1157 28 agosto 2012

Arrivano le Paralimpiadi, oltre lo sport

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Il sudafricano Oscar Pistorius è la star delle Paralimpiadi di Londra 2012.



Londra, sopita dopo la fine dei Giochi, è pronta a risvegliarsi. Due settimane di riposo possono bastare, ora si torna sulla pista, nelle vasche, sulle pedane, con gli atleti paralimpici. E anche in questo caso, come per le gare dei normodotati, la capitale britannica ha registrato il tutto esaurito negli impianti, segno chiaro del fatto che le Paralimpiadi non sono più le parenti povere della rassegna a cinque cerchi.

Nati nel 1948 grazie al medico britannico Ludwig Guttman, i Giochi paralampici divennero tali solo nel 1960, quando per la prima volta, a Roma, vennero affiancati alle competizioni per i normodotati. Da allora tanta strada è stata fatta, e alcuni atleti sono diventati delle star.

È il caso di Oscar Pistorius, che dopo aver raggiunto la semifinale dei 400 metri e la finale della 4x400 a Londra 2012, si prepara a cannibalizzare le Paralimpiadi nei 100, 200 e 400 metri. Anche l'Italia ha la sua Blade Runner, Bebe Vio, che però a Londra porterà la fiaccola, ma non gareggerà. A 15 anni Bebe può aspettare fino a Rio per esprimersi in quella che è da sempre la sua disciplina, il fioretto (è la prima schermitrice al mondo amputata a tutti e quattro gli arti), e tentare l'assalto alla sua nuova passione: l'atletica.

Ma l'Italia, che ha perso un'altra stella, il ciclista Fabrizio Macchi, per sospetti di doping legati alla sua frequentazione col dottor Ferrari, ha altre carte da potersi giocare. C'è Assunta Legnante, che dopo essere stata primatista nazionale nel getto del peso, e aver gradualmente perso la vista, è diventata recordwoman mondiale tra i paralimpici, o la pongista cagliaritana Clara Podda, 61 anni e due medaglie a Pechino.

Ci sono poi Alex Zanardi e Annalisa Minetti, ex pilota di Formula 1 e vincitrice di Sanremo nel 1998, entrambi esordienti ai Giochi, ma con palmares invidiabili. Zanardi ha già vinto tutto nell'handbike, con ori mondiali nella crono e nella prova in linea, Annalisa, dal canto suo, si è messa al collo un bronzo europeo nei 1.500 metri. Insomma, ci sarà da divertirsi, gioire, commuoversi con le storie personali di ognuno di loro. Su questo blog ve ne racconterò una al giorno, è una promessa. Ci saranno anche i risultati, ma quelli, in questo caso, passano in secondo piano.

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