Olimpia43

29 Agosto Ago 2012 2039 29 agosto 2012

E Bebe corre verso Rio

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Beatrice Vio porta la fiaccola olimpica alle Paralimpiadi di Londra 2012.



Con il corpo e con il cuore Bebe era a Londra il 29 agosto, sorridente e fiera mentre portava la torcia, ma il suo sguardo si perdeva lontano, verso il Brasile, verso Rio, verso il 2016.

Beatrice Vio ha avuto il suo primo contatto con l'atmosfera olimpica facendo da tedofora per le Paralimpiadi di Londra 2012. Nessuna gara, nessuna medaglia in palio per lei, non ancora. Un ruolo di prestigio però, a rappresentare l'Italia nel rito della marcia della fiaccola verso il braciere, scelta dai suoi connazionali, che hanno votato per lei via internet.

Bebe ha un sorriso che conquista, quello di chi ama la vita in tutte le sue sfumature. Senza gambe e senza braccia, ma con un cuore grande così e due occhi verdi profondi.
La meningite che l'ha costretta a restare in ospedale 100 giorni, quando aveva 11 anni, è solo un brutto ricordo. Davanti, a 15 anni, c'è tutta una vita. Troppo giovane per gareggiare a Londra, così ha deciso la federazione, nonostante da dicembre 2011 faccia parte della nazionale di fioretto in carrozzina e abbia già conquistato importanti risultati, con un oro e un argento ai mondiali under 17, e il titolo italiano paralimpico conquistato tirando contro atleti più grandi di lei.

Per questo Bebe punta a Rio, dove spera di fare doppietta, lasciando la fiaccola per prendere il fioretto, quindi togliersi il giubbino elettrico e la maschera, infilarsi le protesi a forma di lama rese celebri da Oscar Pistorius, e correre sulle piste d'atletica. Una nuova sfida che Beatrice ha raccolto proprio dal velocista sudafricano, che ha infranto ogni barriera gareggiando con i normodotati, e l'ha invitata a correre con lui. E mentre Oscar si prepara a difendere i tre ori conquistati a Pechino nei 100, 200 e 400 metri categoria T44, lei si allena per essere pronta tra quattro anni.

Con il solito sorriso sulle labbra e una grande fiducia nel futuro.

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