Olimpia43

3 Settembre Set 2012 1254 03 settembre 2012

Alan, il brasiliano che sconfisse Pistorius

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Alan Fontales Cardoso Oliveira e Oscar Pistorius al termine della gara dei 200 metri T-44 alle Paralimpiadi di Londra 2012.



Sembrava impossibile e invece è successo. Oscar Pistorius ha dovuto cedere la corona paralimpica nei 200 metri T-44 per atleti biamputati agli arti inferiori. Battuto da un ragazzino brasiliano, Alan Fontales Cardoso Oliveira, 20 anni e tanta fatica e sacrifici alle spalle per poter sconfiggere chi corre coi normodotati. Un ragazzino terribile, che ama giocare con i videogiochi e ha dovuto lasciare la famiglia, per trasferirsi a San Paolo, lontano da casa, dove si è allenato duramente per diventare il migliore.

Perché i 200 non sono la gara preferita di Pistorius, è vero, ma in semifinale il sudafricano aveva destato un'impressione incredibile, registrando il nuovo record del mondo con 21"30 in risposta proprio di quello fatto pochi minuti prima da Oliveira. Sarebbe bastato ripetere quel crono a Pistorius, che aveva nelle gambe e nelle protesi la medaglia d'oro, ma ha peggiorato di 22 centesimi di secondo il suo tempo, inchinandosi all'avversario.

E Oscar, in questo caso, è scivolato su una brutta buccia di banana. Non certo per la sconfitta in pista, fatto che anche il migliore degli atleti deve mettere in conto, ma per le dichiarazioni del post gara. «Aveva un vantaggio ingiusto», ha commentato riferendosi a Oliveira, «Le sue protesi erano più lunghe». Tutto vero, sia chiaro, nessuna illazione. La conferma è arrivata dall'allenatore del brasiliano, che però ha spiegato che a ciascun atleta è consentito di regolare la lunghezza delle proprie protesi in base al naturale sviluppo dell'altezza corporea. Insomma, Oliveira è alto 1,81, non più 1,76, ma ha 20 anni, e per lui crescere è normale. «Per i regolamenti lui potrebbe essere alto anche 1,85», ha aggiunto il tecnico.

Allora, Oscar, perché? Proprio tu che tanto hai lottato per dimostrare al mondo che quelle protesi non ti concedevano un vantaggio indebito nei confronti dei normodotati, tu che hai vinto la tua battaglia, ora protesti per una situazione simile? Non era meglio incassare la sconfitta, pensare alle tre gare che ti restano (400, 100 e 4x100) e dimostrare in pista che sei ancora il più forte? Dopotutto, se hai perso, è perché non sei riuscito a correre al massimo delle tue potenzialità, cosa che Oliveira ha fatto, migliorandosi ancora una volta rispetto a un già strepitoso crono in semifinale.

Ecco perché, per una volta, l'Oscar non te lo meriti. Ti aspettiamo nelle prossime gare, per vederti correre e vincere nuovamente. Perché sei il migliore, e non hai bisogno di queste uscite a vuoto.



P.S. Qualche ora dopo la pubblicazione di questo articolo, Pistorius ha chiesto scusa per essersi lamentato e aver messo in dubbio la regolarità della vittoria di Oliveira. Sbagliare e normale, riconoscere i propri errori è speciale. Bravo Oscar!

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