Olimpia43

4 Dicembre Dic 2012 0952 04 dicembre 2012

Bebe d'argento in Ungheria: più forte di tutto

  • ...

Bebe Vio con la medaglia d'argento vinta in una prova di Coppa del Mondo.



A metterle i bastoni tra le ruote ci stanno provando in tutti i modi. Perché Bebe Vio è fortissima. A 15 anni è tra le migliori al mondo nel fioretto paralimpico, con margini di crescita enormi legati al gap d'esperienza che la separa dalle rivali più grandi. Così Bebe fa paura, e le federazioni straniere cercano di frenarla e vorrebbero inserirla nella categoria A, quella delle disabilità più lievi, sebbene a lei manchino tutti e quattro gli arti, e sia la prima persona in queste condizioni a tirare di scherma.

Ci hanno riprovato anche ad Eger, in Ungheria, dove è arrivata seconda nella prima prova di Coppa del Mondo della stagione 2012/13. Ci hanno provato, ma alla fine si sono arresi. La protesi speciale, creata in Germania e sviluppata a Budrio che le consente di impugnare il fioretto, non ha niente che non vada. Dicevano che fosse troppo corta e l'hanno allungata. Così alla fine non hanno saputo che inventarsi: categoria B per il prossimo biennio, poi, quando avrà compiuto 17 anni, potrebbe passare in A. Il perché non è dato saperlo, dal momento che la sua disabilità è tutt'altro che temporanea.

In queste condizioni Bebe è scesa in pedana. Tutt'altro che serena e rilassata, ancora nervosa e tesa per una visita che avrebbe potuto cambiare, di punto in bianco, il campo delle sue avversarie. Ma quella tensione si è trasformata in rabbia agonistica. Bebe ha vinto il suo girone, accedendo al tabellone a eliminazione diretta da numero 1 del seeding. La sua corsa è andata avanti fino in finale, tra le proteste di un'avversaria (sconfitta 15-3 in semifinale) che si lamentava dei suoi movimenti col busto. Un altro fatto curioso: Bebe non può, come fanno molte altre, poggiarsi sulla carrozzina e darsi lo slancio per l'affondo, lei lavora solo di addominali, e tanto basta a essere più forte e causare le invidie delle avversarie.

Bebe si è arresa solo in finale all'ungherese Dani, numero 1 al mondo e spinta dal tifo di casa. Ha perso 15-7, ma è stata dentro l'assalto fino alla sua metà. Poi si è innervosita, complice la furbizia e l'esperienza della rivale che ha più volte interrotto il match per farsi sistemare i lacci alle gambe. A Bebe non piace perdere, per sua stessa ammissione, in gara diventa intrattabile. È tanto simpatica e sorridente nella vita di tutti i giorni, quanto riesce a essere arrabbiata in pedana. Eppure al termine dell'assalto era tranquilla. «Mi aveva già battuto la scorsa stagione e volevo farle vedere che ero la più forte. Invece la più forte è lei, almeno per ora». Intanto è il quinto podio in altrettante competizioni internazionali (un oro e quattro argenti), e conoscendola c'è da scommettere sul fatto che farà di tutto per cambiare gli equilibri. Perché tra tre anni e mezzo, a Rio, la più forte potrebbe essere proprio lei, Bebe Vio, la ragazzina con la fiaccola olimpica e le protesi alla Pistorius.

Correlati